Ergotismo e segale cornuta. Dietro a tutto questo ci sta il fungo Claviceps purpurea

Walter Caputo

Walter Caputo

Forse non avete mai sentito parlare di Claviceps purpurea, ma credo che conosciate sicuramente il Fuoco di Sant’Antonio. Eppure si tratta di una storia molto antica: il fungo Claviceps purpurea è noto anche con il nome francese di ergot e attacca i cereali – in modo particolare la segale – dall’857 d.C. Risale infatti a quell’epoca la prima diffusione documentata di ergotismo in Europa. Nel corso della storia migliaia di decessi sono stati associati a questa patologia, ma anche i sopravvissuti dovevano purtroppo passare attraverso fasi piuttosto dolorose: aborti spontanei, disturbi neurologici, convulsioni, allucinazioni, spasmi muscolari e – soprattutto – quella sensazione di bruciore che diventava estremamente dolorosa in caso di cancrena (a causa della quale si potevano perdere gli arti). Ed è proprio il bruciore a generare – nel Medioevo – termini descrittivi come “fuoco di Sant’Antonio” o “ballo di San Vito”.

Segale cornuta

Se i casi di ergotismo si sono ridotti nel tempo lo dobbiamo al progresso della scienza e della legislazione sulla sicurezza alimentare. In particolare, la segale infettata dal fungo sviluppa degli sclerozi che sembrano piccole corna (da qui il termine di “segale cornuta”) e quindi è riconoscibile. Ma – come è noto – quando c’è fame e miseria non ci si può permettere di buttar via cereali infetti. Il fungo in questione cresce più facilmente nei periodi particolarmente piovosi e si sviluppa se la segale viene immagazzinata male, cioé in condizioni di umidità.

 

Ergotismo nella storia

In passato, un’epidemia di ergotismo poteva essere scambiata per un maleficio di massa perpetrato da una strega. Tipicamente la donna più povera del villaggio, quella che non poteva permettersi neanche di acquistare “farina cattiva” (e di conseguenza non si ammalava di ergotismo). Una cosa del genere potrebbe essersi verificata nel 1692 a Salem, nel Massachusetts. E potrebbe esserci lo zampino di Claviceps purpurea persino all’origine della Rivoluzione Francese, quando la popolazione contadina cominciò a distruggere qualunque cosa in preda ad una strana follia, compatibile con l’assunzione di segale cornuta. Ricordiamo che, all’epoca, mangiare pane ammuffito era un’abitudine piuttosto diffusa fra i poveri.

Ciò che è curioso è che gli alcaloidi contenuti nel fungo in questione oggi vengono usati come farmaci: come vasocostrittori per le emicranie, come mezzi per trattare le emorragie post partum e come strumenti per stimolare le contrazioni uterine nel parto. Eppure gli alcaloidi responsabili dell’ergotismo sono derivati dell’acido lisergico, più noto con l’acronimo LSD. Vi ricorda qualcosa? I “viaggi” di Jim Morrison (peraltro apprezzabile poeta di un’epoca)? O forse vi viene in mente il chimico Albert Hofmann, che nel 1938 sintetizzò l’LSD in un laboratorio della società farmaceutica svizzera Sandoz a Basilea?

La storia e la scienza talvolta percorrono strade inimmaginabili e così oggi chi studia igiene degli alimenti e HACCP, quando arriva al capitolo dei cereali, scopre che esistono contaminazioni microbiche della farina, fra cui l’ergot. E di ergotismo si può morire. Asfissiati.


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