Euro-Toques Italia nomina i suoi delegati per una squadra ancora più unita

Euro-Toques Italia nomina i suoi delegati per una squadra ancora più unita
 
Euro-Toques Italia, già forte di consensi con oltre 200 cuochi iscritti, ha mantenuto la sua parola divenendo più capillare su tutto il territorio nazionale, grazie alla nomina di un delegato per regione. Questo uno dei principali obiettivi che il presidente Enrico Derflingher si era impegnato a raggiungere durante il suo secondo mandato. Uno dei punti chiave del suo programma al momento dell’elezione. Enrico Derflingher, per la seconda volta presidente, ha più volte indicato come esistenziale per l’associazione la necessità di fare davvero squadra eleggendo dei punti di riferimento, uno per regione, capaci di dare ai singoli soci la possibilità di avere un rapporto più facile e veloce con i vertici Euro-Toques Italia e allo stesso tempo di dar visibilità ai propri eventi e alle proprie iniziative.
 
Dopo una scrupolosa analisi del presidente insieme al nuovo consiglio direttivo di tutti i soci, confrontando esigenze, disponibilità e sostegno negli anni nei confronti dell’associazione, sono stati selezionati i delegati per la maggior parte delle regioni italiane.
 
Euro-Toques Italia nomina i suoi delegati per una squadra ancora più unita
 
Si parte dalla Valle d’Aosta, con un nome d’eccezione: Mirko Zago, patron di più ristoranti in Russia, tra cui il pluripremiato Syr, ma originario di Aosta, dove torna molto frequentemente. Appena sotto, in Piemonte, un nome storico dell’associazione, nonché volto rappresentativo della cucina piemontese da anni: si tratta di Nicola Batavia, che all’interno della cucina del Birichin a Torino porta avanti i valori decennali dell’associazione. Il cuoco si è già trovato in diverse situazioni a spalleggiare il presidente Derflingher ed altri soci ad eventi targati Euro-Toques, tra i più recenti una cena a più mani con cuochi provenienti dalla Russia. Batavia è delegato anche per la Liguria.
 
Passando al Nord Est, il Friuli Venezia Giulia ha scelto come suo referente un cuoco che sia nelle fila di Euro-Toques sia nel vasto mondo della Cucina italiana vanta un’esperienza davvero notevole: Marco Talamini, chef del Ristorante La Torre all’interno del Castello di Spilimbergo. Come l’associazione vuole, nel suo menu vincono prodotti stagionali e del territorio. Poco più in alto, geograficamente parlando, in rappresentanza del Trentino Alto Adige, lo chef una stella Michelin del ristorante El Molin, Alessandro Gilmozzi. Allievo di cuochi di spicco internazionale come Ducasse e Bras, conosce perfettamente le materie prime e la cucina del suo territorio: sua recente opera, il libro “La cucina delle erbe”, oltre 60 ricette, tra cui alcune antiche della tradizione.
 
La Lombardia è a sé: come ama sottolineare il presidente Enrico Derflingher, «gran parte del nostro consiglio direttivo e molti dei cuochi che prendono attivamente parte ai nostri eventi in tutta Italia hanno sede qui, in Lombardia». Ecco perché i numerosissimi soci lombardi (la Lombardia è la regione con il maggior numero di associati Euro-Toques in Italia) possono direttamente rivolgersi al loro presidente e ai consiglieri Gianni Tarabini (La Fiorida, Mantello – So, una stella Michelin) e Fabio Silva (Hotel de la Ville, Monza).
 
Chiude la parentesi del Nord Italia, l’Emilia Romagna, dove chi è punto di riferimento per i soci, ma anche per il perfetto incontro in tavola della ricchissima tradizione emiliano-romagnola con l’esaltazione delle materie prime del territorio, è Isa Mazzocchi, una stella Michelin a La Palta di Borgonovo Val Tidone (Pc).
 
In Umbria un veterano della cucina regionale: Simone Ciccotti. Lo chef “sostenibile”, dopo anni di esperienza al fianco di grandi maestri della cucina (è bene ricordare l’incontro con il mai dimenticato Paul Bocuse), propone alla sua Antica Trattoria San Lorenzo a Perugia una cucina che lui stesso definisce un classico-moderno, attingendo naturalmente dalla tradizione regionale e italiana. Nelle Marche, invece, una new entry dell’associazione, ma già noto per la sua abilità in cucina, capace di mixare tradizione e innovazione in modo “Nostrano”: è Stefano Ciotti, con il suo Nostrano Ristorante a Pesaro.
 
Il Lazio (come, più avanti, la Sicilia) è una delle due regioni italiane a contare già un delegato regionale e un coordinatore del gruppo dei soci. Un obiettivo ambizioso che Derflingher ed Euro-Toques tutta hanno intenzione di espandere in tutto il territorio. Qui, in particolare, delegato è Sandro Serva, che insieme al fratello Maurizio è al timone del ristorante due stelle Michelin La Trota a Rivodutri. Ad affiancarlo, Antonino Fratello, ad oggi chef del Marriott Internationa di Roma, iscritto all’associazione dallo scorso anno ed esperto di svariati tipi di cucine da tutto il mondo.
 
Euro-Toques Italia nomina i suoi delegati per una squadra ancora più unita
 
Come dimenticare poi la Toscana, terra ricca sia di tradizione che di soci capaci e talentuosi (basti pensare ai bistellati Gaetano Trovato, Valeria Piccini e Giuseppe Mancino, ma soprattutto ad Annie Féolde, tre stelle Michelin alla Pinchiorri di Firenze). Qui, a fungere da “faro” per tutti è Silvia Baracchi, la cuoca una stella Michelin di Cortona (Ar), con il suo Falconiere, nonché ambasciatrice della sua cucina, quella cortonese, nel mondo, grazie alle innumerevoli collaborazioni che in questi anni l’hanno vista coinvolta
 
Per quanto riguarda il Sud Italia, spicca il nome dello stellato Paolo Gramaglia del Ristorante President di Pompei (Na). Nominato delegato in occasione di una cena a quattro mani tra Derflingher e Matteo Sangiovanni al Tre Olivi di Paestum, Gramaglia è una new entry di Euro-Toques ma è sempre stato protagonista della promozione della cultura italiana a tavola fuori dai confini del Belpaese, basta pensare ai numerosi eventi che l’hanno visto coinvolto durante le due edizioni della Settimana della cucina italiana nel mondo.
 
Appena più sotto, delegato della regione Calabria, lo chef Giuseppe Romano che nelle cucine del MeRestaurant di Pizzo Calabro racconta una cucina mediterranea che fonde il territorio con la tradizione campana, quella originaria dello chef. In Puglia invece è Onofrio Terrafino a essere delegato, tra i primi: è infatti dall’anno scorso che Derflingher ha assegnato al cuoco dell’Ecoresort Le Sirené a Gallipoli il ruolo di rappresentante della sua regione per l’associazione.
 
Per concludere, rimangono le isole. La Sardegna è rappresentata dal grande Sergio Mei, che tra Milano e la regione sarda ha raccontato per anni una cucina italiana d’eccellenza, che l’ha consacrato tra i mostri sacri della nostra tradizione a tavola. Last but not least, la Sicilia che, come detto, è insieme al Lazio la regione ad avere già un delegato e un coordinatore (è anche la seconda con maggior numero di associati): un grande evento qui, un pranzo a quattro mani tra Derflingher e Pasquale Caliri del Marina del Nettuno Yathing Club di Messina, ha visto l’importante compiuto essere attribuito a Giovanni Porretto, coadiuvato dal collega Giuseppe Triolo.
 
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