Intervista a Maurizio Forte, direttore ICE New York e coordinatore uffici ICE Rete USA

Alessandra Zecchinon

Intervista a Maurizio Forte, direttore ICE New York e coordinatore uffici ICE Rete USA sul Made in Italy negli Stati UnitiIn occasione della pubblicazione dei resoconti sull’Export dei prodotti agroalimentari dall’Italia del 2017, abbiamo intervistato Maurizio Forte, attuale direttore dell’Agenzia Ice di New York e Coordinatore della rete USA, per capire quali sono le aspettative per il 2018 che riguardano l’importazione del “Made in Italy” negli Stati Uniti.
 
Qual è il trend del Made in Italy negli Stati-Uniti e quali sono i prodotti italiani di maggior successo?
Nel 2017 l’Italia ha superato 4 miliardi 800 milioni di dollari di esportazioni di prodotti agroalimentari con una crescita di circa 5,4% rispetto al 2016, anno nel quale eravamo anche cresciuti. Quindi l’Italia si è posizionata molto bene diventando addirittura il primo fornitore per quanto riguarda vino, pasta, formaggi, olio d’oliva, acque minerali, aceto balsamico, con una posizione molto buona anche per i prodotti da forno, le conserve e le carni lavorate.
 
I primi 3 mesi del 2018risultano molto incoraggianti con una crescita del 17,8%, con punte di eccellenza per il vino +15,4%, i formaggi +40%, la pasta +25%, che confermano una posizione di spicco nel paniere italiano. 
 
Intervista a Maurizio Forte, direttore ICE New York e coordinatore uffici ICE Rete USA sul Made in Italy negli Stati Uniti
Quali sono le zone degli Stati Uniti più interessate al Made in Italy?

Per quanto riguarda la distribuzione geografica, e questo è un po’ un limite della nostra presenza, possiamo dire che circa il 60% dei nostri prodotti sono importati negli Stati Uniti da 5 aree: New York – e parlando di New-York, intendo New-York, New Jersey e Connecticut -, Illinois, California, Texas e Florida. Da un lato, siamo molto forti in queste zone perché tradizionalmente e storicamente c’è una presenza italiana, anche grazie alla ristorazione italiana, ed una struttura distributiva ben organizzata e capillare; dall’altro lato però, l’America è grande e ci sono molte aree del paese in cui si deve cercare di crescere di più.
 
Quali sono le strategie adottate per promuovere il Made in Italy negli Stati Uniti?

Intervista a Maurizio Forte, direttore ICE New York e coordinatore uffici ICE Rete USA sul Made in Italy negli Stati UnitiL’America è così grande che non si può pensare di affrontare cinquanta Stati tutti insieme. Tuttavia, credo sia necessario – ed è quello che l’ITA sta facendo – lavorare sempre di più nelle aree in cui la nostra presenza è buona, ma non forte e quindi nelle aree interne del paese. A questo scopo abbiamo fatto diversi accordi con catene di grande distribuzione GDO, molto ben radicate a livello regionale. In tre anni di promozione del food italiano, abbiamo concluso 15 accordi di collaborazione con partner americani (per un totale di 19 promozioni), riuscendo a far entrare sugli scaffali 596 nuove aziende che prima non c’erano e coinvolgendo in tutto 2.626 che erano già tradizionali fornitori. Ad esempio a maggio 2017, nel corso della Fiera TuttoFood di Milano è stato siglato un accordo con la catena di supermercati Walmart. Si tratta di un accordo molto importante anche per il nome del partner, ma è la punta dell’iceberg di un lavoro molto più ampio svolto dalla rete degli Uffici ITA negli Stati Uniti che dura da quasi tre anni. Nel 2015-2016 è stata realizzataanche una grande campagna di comunicazione con il claim: “Buy authentic Italian, get more” con il video filmato da Silvio Muccino per promuovere il Made in Italy negli Stati Uniti che ha avuto oltre un miliardo di “impression”. La scorsa settimana è appena partita una seconda campagna ancora piu’ incisiva perche’ suggerira’ ai consumatori di riconoscere il vero prodotto proveniente dall’Italia leggendo le etichette, con il claim “The label says it all”, che durerà fino a fine settembre. Lavoriamo moltissimo anche con le fiere italiane quali Tuttofood, Vinitaly, Cibus, Sana, ecc.
 
… e per quanto riguarda il vino?

Ad aprile 2018 è partito un grande piano di promozione del vino italiano che durerà tre anni con un investimento di 20 milioni di Euro. Abbiamo appena recuperato il primato in valore come primi fornitori di vino importato dagli USA e per consolidare e crescere stabilmente dobbiamo promuovere di piu’ il vino italiano nelle zone più interne del paese ma soprattutto elevare il posizionamento e la percezione del nostro prodotto che e’ esportato ad un prezzo medio della meta’ rispetto alla Francia.
 
Intervista a Maurizio Forte, direttore ICE New York e coordinatore uffici ICE Rete USA sul Made in Italy negli Stati Uniti
 
Nel corso del 2017 ci sono state dichiarazioni da parte di Trump relativamente alla possibilità di introdurre dei dazi elevati all’importazione di prodotti italiani. Ci sono state conseguenze a livello dell’export italiano negli Stati Uniti?
 
I toni e gli annunci dell’Amministrazione Trump sono stati abbastanza energici, ma fino ad ora l’unica misura concreta che riguarda l’Europa e’ il possibile aumento dei dazi sua acciaio e alluminio se entro il prossimo 1 giugno non verra’ trovato un accordo fra le parti. Sul fornte dei prodotti agroalimentari l’Amministrazione americana resta molto severa in termini di procedure doganali e di verifiche anti-dumping, ma non e’ un fenomeno recente dato che dura da diversi anni. Le Istituzioni Italiane, partendo dalla nostra Ambasciata a Washington, continuano a monitorare la situazione con grande attenzione.
 
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Intervista a Maurizio Forte, direttore ICE New York e coordinatore uffici ICE Rete USA sul Made in Italy negli Stati Uniti
 


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