Lavoro: il settore del turismo e dell’HoReCa toglie il primato all’immobiliare

I risultati dell’osservatorio CornerJob sul mercato del lavoro mostrano una flessione del settore immobiliare ed un netto aumento delle offerte di lavoro nel campo del turismo-HoReCa. Il Real Estate, che per tre trimestri è stato alla guida del mercato del lavoro, lascia il podio al settore turismo-HoReCa che catalizza oltre il 28% del totale delle offerte di lavoro. “È un dato molto interessante”, commenta Mauro Maltagliati, co-fondatore e CEO Italia di CornerJob, “proprio perché riferito a un periodo tradizionalmente poco dinamico per questo settore che vede un picco nel primo trimestre dell’anno, una frenata nel secondo e una ripresa, con la ricerca degli stagionali nel periodo estivo”. “Però è un elemento che ci sorprende relativamente”, continua Maltagliati. Gli ultimi dati di Federturismo mostrano un certo ottimismo per questa estate (si prevede un +3% di afflusso nelle destinazioni italiane).
 

 
In Italia, secondo quanto rilevato da CornerJob, sono quasi il 44% i giovani nella fascia 18-24 anni alla ricerca di un’occupazione (+8% rispetto al trimestre precedente) e se si allarga il campione agli under 30 si sale a circa 74% (+5% rispetto al trimestre precedente). Questo significa che quasi due giovani su tre in Italia sono, di fatto, a spasso, senza differenze di rilievo tra uomini e donne. Ed è un dato preoccupante, perché la crisi contestualizzata nel periodo pre-estivo colpisce non solo chi inizia ora a lavorare, ma anche quella fascia di persone più giovani che utilizzano le vacanze estive per mettersi alla prova con occupazioni temporanee in attesa di terminare gli studi. Una, seppure piccola, nota positiva viene dagli over 40 in cerca di lavoro, che si attestano intorno al 18% del totale (-4% rispetto al trimestre precedente).
 
Se altri mercati, come Francia e Spagna, sembrano essersi definitivamente lasciati alle spalle la crisi, la situazione di stallo in Italia perdura e per il momento non si vedono segnali significativi di ripresa, anzi, sembra esserci uno stato di depressione che rischia di cronicizzarsi. E come tutti gli stati depressivi, anche questo alimenta un circolo vizioso.


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