Manovra e ristorazione: “Mangiare non è un lusso, l’aumento iva pesa su tutte le famiglie”

Il Presidente Fipe, Lino Stoppani: "Ogni giorno 12 milioni di persone pranzano fuori casa"

Aumenta l’iva per la ristorazione?

Dopo giorni di smentite e retromarcia, nonostante i messaggi di disapprovazione lanciati da più parti, siamo ancora a parlare di aumento dell’iva agevolata per la ristorazione. Una misura del genere colpirebbe in maniera trasversale milioni di italiani abituati a consumare un pasto fuori casa. Un abitudine, questa parte dei consumi quotidiani, per necessità o per stili di vita consolidati e condivisi.

Un panino in pausa pranzo dal lavoro, un caffè al bar, o una semplice pizza con la propria famiglia non possono essere considerati come un lusso. Se, come dichiarato a più riprese, si vogliono far ripartire i consumi non è certo questa la strada da seguire.

Dal 10 al 12%. Cosa cambia?

L’aumento dell’iva passerebbe dall’attuale 10% al 12% per le attività di ristorazione.

Dopo le dichiarazioni di qualche settimana fa in cui il Presidente della Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, Lino Stoppani aveva affermato che l’aumento dell’iva causerebbe un immediato aumento dei prezzi e una contestuale riduzione dell’attrattività, indebolendo una delle principali leve dell’economia italiana, il turismo enogastronomico”, ha ora aggiunto: “Se qualcuno stesse pensando di aumentare l’iva sulla ristorazione deve sapere che ogni giorno 12 milioni di persone pranzano fuori casa per motivi di lavoro o di studio. Per queste persone sarà difficile se non impossibile evitare gli effetti di un aumento della tassazione che impatterà negativamente sui prezzi. Come se non bastasse avremo un effetto recessivo sull’unico settore che ancora mostra segni di vitalità nell’ambito della filiera agroalimentare. Una politica lungimirante spinge la crescita, non la frena”.

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