Olio extravergine d’oliva: vendite in calo a marzo

Il trend commerciale dell'olio extravergine d'oliva è negativo: se continuerà in questo modo nel 2019 si venderanno 100.000 tonnellate di olio nazionale in meno rispetto al periodo precedente

I dati del Rapporto Frantoio Italia al 31 marzo 2019 parlano chiaro: negli ultimi 30 giorni sono state vendute solo 8000 tonnellate di olio extra vergine di oliva italiano mentre 97.000 tonnellate sono rimaste nelle cisterne di olivicoltori e frantoiani, sommate a 20.000 tonnellate di extra vergine biologico e 10.000 tonnellate di oli a denominazione di origine sfusi.

La crisi delle vendite pare essere iniziata già da qualche tempo. Qualora questo trend di commercializzazione non subisca una rapida inversione, si arriverà alla prossima stagione con 50.000 tonnellate di stock.

Il dato è molto alto se si considera che la produzione nazionale di olio è stata quest’anno di 175.000 tonnellate. Come riporta Teatro Naturale, considerando gli stock alla fine di settembre 2018, pari a circa 100.000 tonnellate, significa che in questa campagna olearia l’Italia disponeva di 275.000 tonnellate di olio. Se resteranno in stock 50.000 tonnellate significa che le vendite si fermeranno a 225.000 tonnellate, anche questo un record negativo assoluto.

Se guardiamo ai dati regione per regione ci accorgiamo che quello Pugliese, a marzo, ha registrato vendite per solo 4.000 tonnellate, mantenendo una giacenza di 42.000 tonnellate.
Nelle Marche restano restano solo 562 tonnellate, in Molise 386, in Basilicata 944, in Sardegna poco più di 1.000, in Campania 1.886. Record di giacenza, invece, in Liguria con più di 5.000 tonnellate di olio stoccato.
 
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