Spaghetti e penne: 1 piatto di pasta su 4 nel mondo è “made in Italy”

In venti anni raddoppiati i Paesi mondiali dove si consuma quotidianamente la pasta. Italia leader in produzione, ma anche in consumi con 23,5 Kg pro capite all’anno (al secondo posto la Tunisia). Gli spaghetti restano il formato più consumato al mondo, mentre in Italia ogni regione ha la sua pasta

Cosa mangia un americano a Roma? I maccheroni? No, quello era Alberto Sordi. Sicuramente gli americani preferiscono gli spaghetti, ma li consumano meno degli italiani e dei tunisini (primo e secondo paese al mondo per consumi pro capite). La pasta è tra i prodotti più apprezzati del Made in Italy nel mondo, eppure c’è un cambio di tendenze in atto, soprattutto nella materia prima per la produzione del piatto più famoso della cucina italiana.

Il punto della situazione del settore a Tirreno C.T., la fiera dell’ospitalità in corso a Carrara Fiere insieme a Balnearia fino a mercoledì 27 febbraio. «Abbiamo notato anche in fiera un cambio di tendenza produttiva in questi ultimi anni – spiega Paolo Caldana, organizzatore di Tirreno C.T. – in particolare grazie alla ricerca e alla sperimentazione dell’utilizzo di grani antichi regionali sono cambiate molto le farine per la produzione della pasta e questo a vantaggio da un lato della salute essendo spesso più digeribili, ma soprattutto della qualità finale della ricetta con paste che tengono meglio la cottura e che rappresentano ancora di più il Made in Italy nel mondo».

La pasta

Nel 1998 si festeggiava, a Napoli, la prima Giornata mondiale della Pasta, con l’intento di raccontare questo cibo buono, salutare, nutriente, accessibile e sostenibile, celebrando la sua storia e auspicando il suo ruolo di protagonista nell’alimentazione mondiale del futuro. Da allora a oggi è cambiata la percezione che il mondo ha della pasta e dei carboidrati: la prima ha assunto una dimensione sempre più globale ed ha saputo trasformarsi andando incontro alle esigenze dei consumatori.

In 20 anni la produzione mondiale è aumentata del 63% passando da 9,1 a 14,8 milioni di tonnellate. Secondo i dati di IPO (International Pasta Organisation) sono 40 i Paesi che ne producono in quantità superiori alle 20.000 tonnellate. Allora come oggi, l’Italia guida questo mercato. E 1 piatto di pasta su 4 mangiato nel mondo (3 su 4 in Europa) è fatto con pasta italiana.

I consumi

Sono quasi raddoppiati (53 oggi contro i 30 di allora) i Paesi dove si consuma più di 1 kg pro capite di pasta all’anno. In Italia il consumo pro capite è di 23,5 chilogrammi, contro i 17 kg della Tunisia, seconda in questa speciale classifica. Seguono Venezuela (12 kg), Grecia (11 kg), Cile (9,4 kg), Stati Uniti (8,8 kg), Argentina e Turchia a pari merito (8,7 kg). La pasta continua ad essere amata anche in Perù (7,8 kg), Russia (7,2 kg), Canada (6,3 kg), Brasile (5,8 kg). Buoni i consumi UE, specialmente in Francia (8 kg), Germania (7,7 kg) Ungheria (7,5 kg), Portogallo (6,5 kg), Belgio (5 kg) e Austria (4,8 kg). Rispetto a 20 anni fa il mondo mangia sempre più pasta italiana, la migliore al mondo.
 

Secondo elaborazioni di AIDEPI, sono aumentati i Paesi destinatari (oggi quasi 200, +34%) ed è più che raddoppiata la quota export, da 740mila a oltre 2 milioni di tonnellate, il 56% della produzione. Germania, UK, Francia, USA e Giappone si confermano i Paesi più ricettivi verso la pasta italiana.


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