La pasta italiana si conferma ancora al primo posto nell’esportazione all’estero

Francia, Germania e Regno Unito sono i principali importatori

La pasta italiana si conferma ancora al primo posto nell'esportazione all'estero
 
L’Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiana (Aidepi) ha condotto una ricerca dalla quale risulta che il 56% della pasta prodotta in Italia finisce sul mercato estero e che l’altra metà finisce all’estero, al 71% nei paesi europei. Francesi, tedeschi e inglesi rappresentano i tre mercati più importanti per l’export di pasta italiana, con circa un miliardo di piatti serviti all’anno e un controvalore di quasi un miliardo di euro. In pratica, tutti i nostri pastifici destinano una quota della propria produzione all’export, contro una media del 10% del totale delle aziende agroalimentari. Segno che la pasta piace anche, e molto, oltreconfine.
 
Possiamo quindi dire che il mondo mangia sempre più pasta italiana rispetto a 25 anni fa: sono aumentati i Paesi destinatari oggi quasi 200, ed è più che raddoppiata la quota export, oltre 2 milioni di tonnellate. Nello specifico il mercato più interassato alla pasta è quello europeo, tanto che circa 3 piatti di pasta su 4 consumati nel Vecchio Continente provengono da un pastificio italiano. I tre mercati più importanti per le nostre aziende sono Germania, Franciae Regno Unito, con circa un miliardo di piatti di pasta serviti all’anno e un controvalore di quasi un miliardo di euro.La pasta è l’unico alimento nella top 10 dei prodotti per i quali l’Italia detiene la prima posizione al mondo per saldo commerciale.
 
La pasta italiana si conferma ancora al primo posto nell'esportazione all'estero
 
Il 2017 ha sancito per la pasta italiana performance rilevanti anche negli altri paesi europei: in Spagna (+22%), Belgio (+14%) e paesi dell`Est, come Ucraina e Bielorussia (+32%) e, soprattutto, Lituania(+52%). Un buon segnale, dopo la caduta degli ultimi anni, arriva anche dalla Russia, dove l’export di pasta torna di segno positivo: 23mila tonnellate e una crescita prossima al +9%.
 

L’attenzione per la pasta, in particolare modo quella Made in Italy, deriva sostanzialmente dal cambio di alimentazione in atto in vari Stati: dalla Francia in cui viene prediletta una dieta attenta a sprechi e ambiente, agli inglesi che mangiano molta pasta ma la loro preferita rimane quella di origine italiana di cui ne consumano circa 3,5 kg procapite.
 
La pasta italiana si conferma ancora al primo posto nell'esportazione all'esteroIl piatto di pasta italiana per eccellenza confermano gli amati spaghetti al ragù di carne, seguiti dalla passione per il pesto, che gli inglesi acquistano già pronto a una media di 40 vasetti al minuto. Anche per i tedeschi la pasta sta diventando sempre più il piatto preferito, molto più di patate e dei tradizionali Schnitzel. Oggi in Germania si mangiano oltre 700mila tonnellate di pasta e la metà sono made in Italy. 
 
“Se la pasta italiana gode all’estero di tanto successo – rimarca Luigi Cristiano Laurenza, segretario di Aidepi – è anche merito della capacità dei pastai di intercettare tendenze alimentari trasversali. Due consumatori su tre sono disposti a pagare di più per avere un prodotto attento all’ambiente, e la pasta ha una impronta ecologica minima e un packaging completamente riciclabile. Ma viene scelta anche dai più attenti al benessere. Infatti crescono tutte le nicchie salutiste, dal biologico all’integrale al gluten free, segno che sta venendo meno il vecchio pregiudizio che faccia ingrassare”
 
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La pasta italiana si conferma ancora al primo posto nell'esportazione all'estero
 
Fonte:ANSA
 


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