Sicurezza alimentare: ecco i cibi più contaminati al mondo

Ad aggiudicarsi il podio dei cibi più contaminati al mondo, possiamo stare tranquilli, non è presente alcun prodotto italiano, ma non dobbiamo erroneamente pensare di esserne immuni. Questo perché, con le esportazioni in aumento da parte della Cina (+379% nel 2015), come il concentrato di pomodoro per esempio che ha raggiunto i 67 milioni di chili venduti, pari a circa il 10% della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente, rischiamo comunque di imbatterci in prodotti di provenienza estera.
 

Quality control expert inspecting at food specimen in the laboratory

Quality control expert inspecting at food specimen in the laboratory


 
Come appena anticipato, avrete capito che è la Cina con i suoi broccoli a “vincere” questo spiacevole primato, seguono il prezzemolo vietnamita e il basilico indiano.
 
Questa la classifica presentata da Coldiretti a Napoli sui cibi più contaminati al mondo, redatta sulla base delle analisi condotte dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) nel rapporto 2015 sui residui dei fitosanitari in Europa e presentata al Palabarbuto di Napoli in occasione della mobilitazione che ha portato in piazza gli agricoltori italiani a difesa della dieta mediterranea e contro le speculazioni low cost.
 
Da questa “blacklist” è emerso che la maggioranza delle irregolarità è stata rilevata nei broccoli cinesi (92%) che contengono un eccesso di micotossine, additivi e coloranti fuori norma di legge come Acetamiprid, Chlorfenapyr, Carbendazim, Flusilazole e Pyridaben. Stessa sorte è toccata al prezzemolo vietnamita con Chlorpyrifos, Profenofos, Hexaconazole, Phentoate, Flubendiamide e al basilico indiano che contiene Carbendazim, vietato in Italia perché ritenuto cancerogeno.
 
Ma i cibi più contaminati al mondo non si limitano a questi tre appena citati, compaiono nella blacklist anche:
▪ melagrane egiziane
▪ fragole e arance provenienti dall’Africa
▪ peperoncino thailandese
▪ piselli del Kenya
▪ meloni e cocomeri della Repubblica Dominicana
▪ menta del Marocco
 
Da questa analisi è emerso che l’agricoltura italiana è la più green d’Europa con 281 prodotti a denominazione di origine (DOP/IGP), il divieto all’utilizzo degli OGM, il maggior numero di aziende biologiche e il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari.


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