Lo stile “Street” rivoluziona il modo di mangiare la pasta in tutto il mondo

Danilo Curotto

Danilo Curotto


Oggi niente ricette, o meglio vorrei parlar di un fenomeno che ha “investito” in senso letterale la pasta negli ultimi anni e si sta diffondendo sempre più in Italia e ancor maggiormente all’estero.
 
La Lo street food nasce come esigenza di un consumo veloce di un pasto ma velocità, nella italica interpretazione, non è sinonimo in questo caso di bassa qualità.
Esattamente il contrario di quello che fast normalmente sottintende, il fenomeno dello street food sta dilagando con proposte sempre più innovative e ricercate, ad opera di chef e addetti ai lavori sempre più concentrati ad offrire cibo vero a km zero, con radici culturali certe, matrici locali e gusto definito.
Un trionfo della qualità, potremmo ben dire, soprattutto se fatto correttamente utilizzando materie prime ricercate e ben assemblate.
 
Dagli hamburger classici e rivisitati, al pulled pork o beef affumicato oppure cotto nel whisky, dal piatto vegetariano all’asado argentino fino alla comida mexicana, e chi più ne ha più ne metta, questa nuova offerta non poteva non toccare e non declinarsi nel mondo della pasta.
 
La L’evoluzione, dalla trattoria al ristorante, al pastificio con cucina al food truck, è stata veloce anche se ultima in un panorama di offerta eterogenea.
Complici anche testimonial di eccezione come il Principe Filiberto di Savoia e il suo Prince of Venice, Pasta food truck in giro per la California e la pasta in strada ha iniziato ad essere un fenomeno interessante da considerare.
 
La Diverse sono le combinazioni e le modalità di possibili interpretazione.
Partiamo da Londra con Crazy for Pasta di Andrea Di Bello, giovane italiano che ha portato la pasta a Camden Town, passiamo dal Brasile con il Pastificio Pasta Mia a Piracicaba, andiamo a Lisbona con il Pasta Food Truck, ritroviamoci in Italia con C’è pasta per te food truck e Belin, pasta pesto e passione, offerta milanese di specialità liguri.
Sono solo alcuni piccoli esempi di come il mondo della pasta sta cambiando offrendo alternative veloci, ma di qualità in un mercato che una volta era ad appannaggio solamente di fiere e mercati o bancarelle di lampredotto o specialità siciliane e partenopee.
 
La
Una considerazione sempre più attuale è come questo tipo di offerta sia molto interessante anche da un punto di vista economico, rappresentando un’opportunità per chi voglia intraprendere con un minimo investimento in un settore ancora in espansione.
 
Quindi via alla proposta non solo di penne, maccheroni o spaghetti, ma anche di tonnarelli, pici, trofie, plin e tutte quelle referenze che sono la ricchezza della nostra gastronomia accompagnate dalle salse che le hanno rese celebri: dalla cacio e pepe alla gricia, dall’amatriciana per andare oltre e creare una fusion come quella già descritta in questa rubrica tempo fa del tonnarello nel ramen italo/nipponico.
 
La La
 
Foto2: Ravioli trifole by Pasta Mia – Foto3: Prince of Venice, California – Foto4: Belin! Pansotti, Pesto e Passione, Milano – Foto5: Pasta Mia, Brasile – Foto6: Pasta Food Truck, Lisbona
 
 
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