Toto Li Vigni: lo Chef Ambasciatore della ristorazione made in Italy

Toto Li Vigni: lo Chef Ambasciatore della ristorazione made in ItalyEx calciatore e Ambasciatore italiano della cucina in Francia, vincitore di prestigiosi riconoscimenti internazionali e promotore di un’autentica cucina italiana all’estero. Toto Li Vigni racconta perché non ha ancora ottenuto la Stella Michelin.
 
Da calciatore a cuoco, dal pallone alla padella. Com’è nata la sua carriera da Chef?
La mia carriera è tutta una questione di incontri, grazie al calcio ho conosciuto il grande Vittorio Urbani con il quale ho fatto il mio debutto nel mondo della ristorazione. Nel 1985 mi sono trasferito a Lione e qui ho perfezionato le mie tecniche con i consigli di alcuni importanti nomi come Daniel Ancel. Poi ho viaggiato molto, scoprendo materie prime e preparazioni che mi hanno permesso di creare piatti unici e diventare il cuoco che sono oggi.
 
Come nascono i suoi piatti?
La creazione dei miei piatti dipende dalle materie prime che ho in quel momento e dalle emozioni desidero suscitare. Nel mio ristorante a Lione propongo una cucina italiana semplice, con piatti diversi ogni giorno, ma preparati con prodotti italiani autentici e di alta qualità. Infatti, viaggio regolarmente in Italia per scoprire le ultime tendenze e siglare partnership con produttori locali.
 
In un ristorante italiano non può mancare la pizza. Giusto?
E’ sempre stata una mia prerogativa, nel senso che io adoro le pizze e ho voluto proporle anche nel mio ristorante anche se, così, non potrò ottenere la stella Michelin (sorride ndr). Propongo una pizza digeribile, italiana e di qualità. Risultato di quasi vent’anni di sperimentazioni durante i quali ho avuto la fortuna di conoscere i prodotti del Molino Iaquone e mi sono reso conto di quanto è importante un’ottima farina per un lievitato come la pizza. Il mio impasto prevede ben 7 farine diverse, lievito madre e una fermentazione di 48 ore. Per farcire questo impasto straordinario propongo il meglio del made in Italy come il pomodoro San Marzano, la mozzarella fiordilatte, il tartufo di Jimmy Tartufi o il prosciutto Fiorucci.

Ha vinto molti premi e ottenuto importanti riconoscimenti, qual è quello che le ha dato più soddisfazione?
Il premio “Talento italiano nel mondo” ottenuto grazie al mio piatto più famoso “Parmigiana Rivisitata”: ha dato una svolta alla mia carriera, portandomi ad essere l’ambasciatore della cucina Italiana in Francia. Sono membro della Federazione Italiana Cuochi e dal 2015 sono l’unico italiano presente nella prestigiosa Associazione delle Toques Blanches di Lione e dei Maîtres Restaurateurs.
 
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