Marco Mulas: primo Master Pizzachef al mondo

Elisa Vian

mulas
 
Marco, sei il primo Master Pizzachef al mondo. Come ti senti?
Contento, euforico ed ancora più motivato nel proseguo della mia carriera lavorativa.
 
Perché hai partecipato a MPC?
Perché mi è piaciuta l’idea di un talent sulla pizza e poi perché adoro le sfide, ti insegnano sempre qualcosa.
 
Perché, secondo te, hai vinto?
Credo che le componenti che ti portano ad una vittoria siano tante: convinzione, bravura, attenzione, determinazione e poi convincere la giuria che sei un vero e proprio professionista… e diciamolo anche un pizzico di fortuna.
 
Raccontaci un po’ come hai iniziato la tua carriera da pizzaiolo.
Ho cominciato tanti anni fa, nel lontano 1975 nel mio paese di origine: Senorbì, in provincia di Cagliari. Ho iniziato come lavapiatti al Ristorante “Da Severino”, i pizzaioli erano Luciano Cittarella e Francesco Deiana. Il cuoco Gianni Deiana, la barista Rosalba Deiana ed il titolare Francesco Sailis, ho fatto tutti questi nomi perché ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa. Qui ho cominciato a mettere delle basi importanti per la mia carriera. Luciano, infatti, è stato colui che mi ha insegnato a mettere le mani in pasta.
 
Hai mantenuto la calma fino alla fine, ma qual è stato il momento più difficile?
Sicuramente nelle ultime due prove ero agitato come non mi era mai capitato ed è stato veramente difficile tenere i nervi saldi.
 
Qual è la prova che ti ha dato più soddisfazione e quale meno?
Quella che mi ha dato più soddisfazione è stata sicuramente la pizza dessert, quella invece che mi ha fatto incavolare è stata la pizza STG Napoletana, avrei voluto fare meglio.
 
Com’era il livello tra i concorrenti? Chi hai temuto maggiormente durante le diverse prove?
A parte pochi che non era difficile superarli, per gli altri invece il livello era molto alto! Comunque non ho mai sottovalutato nessuno e durante le sfide ho temuto maggiormente Marco Degli schiavi, Claudio Bono e Stefano Miozzo.
 
Durante le diverse gare abbiamo visto la tua competenza negli impasti, ma anche nella gestione dei forni e la tua bravura nel selezionare gli ingredienti per le farciture. Oltre a questo, abbiamo visto, passione, costanza, umiltà, ma anche tenacia e sicurezza. Quanto contano queste caratteristiche per chi ha un’attività?
 
Mi fa piacere che si siano viste queste mie caratteristiche perché le ritengo fondamentali sia per gestire un’attività, ma anche come dipendente. Con il cibo non si scherza, non dimentichiamo che è il carburante del nostro organismo.
 
Puntata dopo puntata, i tuoi sostenitori sono aumentati, incoraggiandoti e supportandoti. Perchè, secondo te, c’è stato tutto questo calore nei tuoi confronti?
Forse perché in questi anni li ho soddisfatti con le mie pizze, perché gli sono simpatico e perché mi sono pubblicizzato bene, ma soprattutto perché probabilmente non li ho mai presi in giro.
 
Hai una pizzeria d’asporto con alcuni posti a sedere, dopo la vittoria di MPC quante persone sono venute ad assaggiare la tua pizza?
Tanti, il numero dei clienti è lievitato ed ho fidelizzato ancor più la mia clientela.
 
Hai ricevuto diversi complimenti dalla giuria e dai professionisti /ospiti d’eccezione presenti nelle varie puntate, qual è stato il più apprezzato?
Li ho apprezzati tutti: da Imma Gargiulo, Massimo Biale, a Tiziano Casillo. Una giuria che si è comportata in modo professionale con tutti i concorrenti. Quello che mi ha sorpreso e non mi sarei mai aspettato, soprattutto perché non pensavo di attirare la sua attenzione, è stato il complimento del maestro pasticcere Sal de Riso, che ho sempre ammirato per i suoi dolci.
 
Se dovessi cambiare qualcosa, cosa cambieresti?
Niente non cambierei niente, perché alla fine è andata alla grande.
 
Un sassolino nella scarpa?
Oh, si! Più di un sassolino: primo a colui che un giorno mi disse: “un sardo che fa le pizze?!” E poi a tutti quelli che continuano a pensare che queste gare siano tutte combinate: cavolate! Lavorate e seminate bene, perché alla fine si raccoglie. Grazie ora non sento più male ai piedi ho tolto qualche sassolino [ride].
 
Cosa ti ha lasciato questa esperienza?
Bè sicuramente un titolo e poi mi ha lasciato molto a livello professionale, mi ha dato la consapevolezza che sto lavorando bene.
 
Cosa consigli a chi vuole diventare un vero e proprio pizzaiolo?
Quello che consiglio a tutti i miei allievi, questo è un lavoro importante che va preso con passione e serietà, bisogna sempre studiare perché bisogna conoscere tutto dalle materie prime al loro utilizzo, perché un buon pizzaiolo deve anche essere un po’ chef, pasticciere e anche un buon venditore, e poi fantasia e sorriso.
 
A chi dedichi la tua vittoria?
Grazie per questa domanda, perchè il 9 novembre, giorno che sono stato proclamato 1° Master Pizzachef ho pensato subito a Lui, il mio primogenito Fabio che ho perso in un incidente 14 anni fa e poi alla mia famiglia e poi ancora a tutti quelli che mi vogliono bene.


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