Nel panorama della ristorazione contemporanea esistono progetti che non si limitano a raccontare il presente, ma contribuiscono attivamente a disegnarne il futuro. The 70 Best Restaurants with Pizzeria è uno di questi. Non una classifica ma un osservatorio autorevole che da più di dieci anni racconta e interpreta uno dei modelli più solidi, diffusi e strategici del foodservice mondiale: il ristorante che integra la pizzeria come parte fondante della propria identità.
Oggi la pizza è diventata un linguaggio gastronomico universale, una piattaforma capace di dialogare con l’alta cucina, il mondo del vino, della birra, la mixology, le nuove abitudini di consumo e le esigenze di un pubblico sempre più consapevole. In questo scenario si inserisce The 70 Best Restaurants with Pizzeria: un progetto editoriale nato per dare dignità, visibilità e riconoscimento a quei locali in cui la pizza non è un’appendice, ma una scelta culturale e imprenditoriale precisa.
Il valore culturale dei ristoranti con pizzeria
Un progetto nato per colmare un vuoto. Quando il progetto prende forma, nel 2015, il settore vive una contraddizione evidente: la pizza è già uno dei prodotti più consumati al mondo, ma manca una guida realmente dedicata ai ristoranti con pizzeria di alto livello.
Nel 2016 nasce ufficialmente The 70 Best, con una missione chiara e controcorrente: valorizzare una categoria centrale della ristorazione che fino a quel momento non aveva ancora trovato un racconto strutturato, credibile e indipendente.
The 70 Best non nasce come classifica, ma come riconoscimento autorevole. I settanta ristoranti selezionati non sono ordinati, non competono tra loro, non vengono messi in gerarchia. Tutti condividono la stessa dignità e lo stesso valore simbolico: essere stati scelti per qualità, identità, professionalità e visione.
Entrare nei 70 Best significa accedere a una rete internazionale di eccellenze, un sigillo che parla prima di tutto al settore, molto prima che al pubblico.
Selezione e criteri: qualità, identità e professionalità
Alla base del progetto c’è un lavoro di osservazione continuo e trasversale. Le segnalazioni arrivano da un network ampio e qualificato: maestri pizzaioli, chef, docenti delle scuole di cucina, ristoratori stellati, imprenditori del settore, professionisti della comunicazione food e, per l’estero, anche dagli uffici I.T.A.
Nessuna candidatura a pagamento. Nessun automatismo. Nessuna scorciatoia. I criteri sono semplici nei principi, rigorosi nella sostanza: luoghi in cui grande cucina e grande pizza convivono davvero, dove la materia prima è eccellente, dove ambiente, servizio e professionalità dello staff costruiscono un’esperienza coerente. Fondamentale è il riconoscimento reale del locale come punto di riferimento nella propria area: non mode passeggere, ma solidità e continuità.
La pizza come linguaggio universale e piattaforma gastronomica
Negli ultimi vent’anni la pizza ha vissuto una trasformazione radicale. Da prodotto popolare è diventata un piatto gourmet: studiato negli impasti, nelle maturazioni, nei topping, nelle tecniche di cottura.
In parallelo, i ristoranti con pizzeria si sono affermati come uno dei modelli più reattivi del mercato. Il forno non è più solo uno strumento produttivo, ma una scelta strategica: diversifica l’offerta, amplia le fasce orarie, intercetta pubblici differenti, garantisce continuità di flussi.
I settanta locali selezionati raccontano questa evoluzione: una cucina strutturata, spesso guidata da chef di alto profilo, anche stellati, con menu d’eccellenza da un lato e la pizza come parte integrante dell’offerta. Ne nasce una contaminazione virtuosa: tecniche dell’alta cucina applicate al disco di pasta, topping costruiti come veri piatti, impasti pensati come basi gastronomiche complesse.
Cinque continenti, un’unica visione
The 70 Best oggi parla tutte le lingue del mondo. I ristoranti con pizzeria selezionati abbracciano 5 continenti e raccontano un’Italia che dialoga con il mondo attraverso la pizza.
Le nazioni rappresentate includono: Australia, Austria, Canada, Cina, Congo, Emirati Arabi Uniti, Francia, Germania, Giappone, Grecia, India, Indonesia, Italia, Malaysia, Marocco, Myanmar, Norvegia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Russia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Taiwan, Thailandia, Turchia, Ungheria e Vietnam.
Un mosaico globale che testimonia come la pizza sia oggi uno dei principali vettori culturali dell’Italia nel mondo, ma anche uno dei prodotti più esposti al rischio di banalizzazione. The 70 Best nasce anche per separare l’autenticità dal semplice richiamo estetico, valorizzando chi lavora con serietà, tecnica e visione imprenditoriale.
Evoluzione del progetto: dalla prima edizione al 2026
Dopo oltre due anni di lavoro sul campo, la prima edizione ufficiale viene presentata nel giugno 2018 a Roma, nella cornice simbolica de La Pergola – Terrazza degli Aranci di Heinz Beck.
Negli anni successivi la selezione si evolve, i criteri si affinano, nuovi mercati vengono osservati. Oggi The 70 Best Restaurants with Pizzeria entra in una nuova fase con l’edizione 2026, presentata ufficialmente a SIGEP World, a Rimini.
Partnership strategiche: filiera, professionisti e comunicazione
Il contributo dei partner ufficiali – AB Mauri, Fiorucci, Demetra, Ciao il pomodoro di Napoli, Mulino Caputo – non è stato semplice sponsorship, ma una presa di posizione culturale.
Una collaborazione che testimonia l’esistenza di un ecosistema integrato in cui filiera produttiva, professionisti e comunicazione lavorano insieme per costruire valore reale e duraturo.
Una giornata dedicata al settore: formazione, riflessione e emozione
La giornata dedicata a The 70 Best, condotta da Paolo Favaro, non è stata solo una celebrazione, ma anche un’occasione di profonda riflessione sul ruolo della ristorazione contemporanea. Imprenditori, pizzaioli e chef da tutto il mondo hanno condiviso la loro visione.
Il focus è stato condotto alla responsabilità culturale oltre che imprenditoriale della ristorazione contemporanea, dove la narrazione, l’emozione e la relazione diventano parte integrante dell’offerta.
Il dottor Edoardo Cognonato ha sottolineato come oggi non basta più soddisfare il cliente: bisogna superarne le aspettative, creare gioia e sorpresa personalizzate.
La vera differenza la fanno le persone: “Solo le persone creano l’effetto wow. Il prodotto senza atteggiamento non diventa mai brand.” Un richiamo potente all’economia delle esperienze, dove il valore nasce dall’emozione e dalla qualità della relazione.
Alla fine della giornata, ciò che resta impresso non sono solo i nomi dei ristoranti, ma i volti dei professionisti: segnati da anni di sacrifici, errori e ripartenze. The 70 Best diventa così una comunità viva, fatta di storie e sogni che si rilanciano, ricordando che ogni premio autentico apre nuove responsabilità e nuove sfide, sempre con il cuore al centro del progetto.


