Settembre 2026: esce il nuovo numero di Ristorazione Italiana Magazine con un approfondimento sul pairing

È uscito il numero di settembre 2026 di Ristorazione Italiana Magazine. Pizza con vino, birra o cocktail? Un’edizione che trasforma l’abbinamento da automatismo a progetto: non più “cosa si beve con la pizza”, ma cosa serve a questa pizza, per questo cliente

In questo numero, però, la copertina non è l’unica notizia. La più importante arriva dall’editoriale: da qualche mese il mensile è tradotto integralmente in lingua inglese e distribuito nel circuito internazionale del network, ora però è ufficiale. Non una semplice traduzione, ma un ponte tra il tessuto produttivo italiano e gli operatori esteri del settore — importatori, distributori, buyer — e un nuovo strumento di visibilità e posizionamento per le aziende del food service italiano, che porta il racconto del Made in Italy oltre i confini nazionali, mese dopo mese. Là dove prima il compito era affidato al solo Italian Style, l’annuario in inglese nato in collaborazione con ICE per i mercati esteri, oggi ci sono undici appuntamenti l’anno, in parallelo con l’edizione italiana, veicolati da un ecosistema che unisce editoria, formazione con i centri di Accademia Pizzaioli in Italia e nel mondo, eventi internazionali e televisione. Per le aziende il vantaggio è concreto e immediato: la comunicazione pensata per il mercato italiano viaggia automaticamente anche in inglese, senza alcuno sforzo aggiuntivo.

Lo speciale di settembre 2026 parte da un gesto che nessuno guarda mai: i due secondi dopo il morso, quando la mano cerca il bicchiere. È lì che si capisce se qualcuno ha davvero pensato alla proposta beverage o l’ha semplicemente ereditata. Perché la pizza è un piatto che cambia mentre viene mangiato, e perché il punto non è vendere di più ma vendere meglio: il beverage resta una delle poche leve di margine del settore. Ne nasce uno speciale in tre lingue e una sola grammatica: Luca Gardini costruisce l’abbinamento col vino partendo dall’equilibrio complessivo del piatto e non dal singolo ingrediente, Francesco Selicato applica alla birra un metodo di lettura in due tempi — “Prima si osserva la pizza, poi si sceglie la birra” — e la mixology fissa le tre regole del drink disegnato su misura: secco, tra i sei e i dieci gradi, con un volume che accompagni fino all’ultima fetta. Senza dimenticare la frontiera analcolica, da progettare con la stessa serietà del resto della carta. Il tema torna anche in chiave agonistica: il Campionato del mondo di Pizza Senza Frontiere torna a Beer & Food Attraction, a Rimini dal 21 al 23 febbraio 2027, dopo un’edizione record da oltre 600 concorrenti di più di 45 Paesi.

Settembre è anche il mese in cui si torna a fare impresa, e il magazine lo fa senza sconti. Enrico Spinelli ribalta la prospettiva sulla concorrenza: il competitor è “il primo alleato” che ogni giorno obbliga a non smettere di evolvere. Emiliano Citi smonta il menu-listino tra triangolo d’oro, prezzi civetta e descrizioni capaci di alzare le vendite di un piatto fino al 27%. Lorenzo Ferrari analizza infine il caso PAZZI, la pizzeria 100% robotica riaperta a Madrid: la tecnologia è il mezzo, il beneficio per il cliente è il messaggio. Tre approfondimenti che convergono su un’idea sola: prima di decidere cosa mettere nel piatto, bisogna sapere perché qualcuno dovrebbe scegliere di sedersi proprio al tuo tavolo.

Non manca naturalmente il racconto della cucina, tra tradizione e sperimentazione: il fiore di zucca dorato con cuore di baccalà e ricotta di bufala dell’executive chef Antonio Sorrentino, la rossa in teglia con fior di latte e prosciutto cotto di Gabriele Bonci, le mezzelune senza glutine di Marco Scaglione e il dessert “Dulce Passione” del pastry chef Mattia Gobeo, mentre Danilo Curotto riporta in tavola, senza sensi di colpa, la pasta degli anni ’80 e Maurizio de Pasquale spinge la pasticceria nel futuro con il micelio. Il viaggio prosegue nelle rubriche con Marco Di Lorenzi che apre lo scrigno delle Marche, Leonardo Felician invece approda a Marano Lagunare all’osteria Porta del Mar, in un palazzo del 1583, le insegne consigliate conducono al Manna Resort, in Alto Adige, e la Svizzera regala due storie di italianità, Vesuvius Taste Experience  presente nei 70 Best Restaurants with Pizzeria — e Molino, “sintesi perfetta tra la Nonna e Sophia Loren”. Chiude il numero il calendario della formazione firmata Accademia Pizzaioli.

Pairing, impresa, tecnica, territorio e una nuova voce internazionale: l’edizione di settembre 2026 di Ristorazione Italiana Magazine racconta un settore che ha smesso di dare risposte automatiche e ha iniziato a progettare ogni dettaglio dell’esperienza, bicchiere compreso. Perché il grande abbinamento — come il grande servizio — si nota solo quando manca: il cliente finisce l’ultima fetta e nel bicchiere trova esattamente un ultimo sorso, ancora freddo.

Buona lettura con Ristorazione Italiana Magazine!