L’Intelligenza Artificiale è il futuro della ristorazione?

Emiliano Citi

Per chi avesse vissuto sotto una roccia negli ultimi sei mesi, tutti i settori del business, ma anche la vita quotidiana di milioni di persone, sono stati sconvolti da una nuova tecnologia che promette di rivoluzionare il mondo come è successo quando ha cominciato a diffondersi il World Wide Web o i social network.

Da intelligenza artificiale a intelligenza artificiale generativa

Questa nuova invenzione, portata avanti da aziende all’avanguardia, è l’intelligenza artificiale generativa.

Qual è la grande differenza tra questa nuova AI (così viene chiamata l’intelligenza artificiale in inglese) e quella che l’ha preceduta? In fondo i risponditori automatici esistono da molti anni. La cruciale diversità di questa innovazione sta proprio nella parola generativa. Mentre le vecchie AI funzionavano a input e output,
in pratica rispondendo secondo comandi immessi da esseri umani, queste nuove meraviglie tecnologiche sono in grado di imparare e generare risposte originali. In questo momento le più utilizzate e famose sono ChatGPT, un generatore automatico di testi, e Midjourney, una AI che crea immagini originali a partire da un testo.

intelligenza artificiale

Queste nuove tecnologie al limite della fantascienza avranno un impatto sul mondo della ristorazione?

Sicuramente. Siamo agli inizi di una rivoluzione, e chi per primo farà un passo verso il futuro otterrà dei vantaggi competitivi incredibili.

Per esempio, si ipotizza che in futuro tutto il lavoro di prenotazione telefonica e web sarà automatizzato con l’AI. Questo significa che per il cliente sarà possibile avere un reale scambio con il software, senza risultare freddi e distaccati. A livello marketing cambierà tutto, dalla creazione delle creatività all’automatizzazione totale delle campagne, rendendo obsoleti molti software che in Italia, al contrario che all’estero, ancora spadroneggiano.

I cambiamenti più grandi saranno a livello gestionale e di ottimizzazione delle risorse con l’intelligenza artificiale

Sarà possibile parlare con la propria interfaccia e chiedere se, secondo i dati previsionali, le scorte di carne in magazzino, ad esempio, saranno sufficienti per il giorno successivo. Sarà anche molto più immediata la gestione degli orari di lavoro dei collaboratori. Anche questi verranno calcolati attraverso un complesso incrocio di dati dell’azienda, come quelli relativi al meteo e geografici (es. c’è un concerto o un evento nelle vicinanze?). Insomma, lavori lunghi e tediosi, di solito svolti dall’imprenditore o dal suo manager, in futuro verranno effettuati in pochi istanti e con un margine di errore molto minore rispetto a quello umano.

Ma la task dove l’Intelligenza Artificiale farà davvero la differenza sarà la gestione delle materie prime e del menù. Infatti, ipotizzando menù digitali e dinamici, l’AI è già in grado di calibrare il costo e la marginalità del piatto in base ai rincari o ai ribassi dei fornitori, modificando anche il layout grafico per “spingere” il piatto in quel momento più profittevole. Non dobbiamo scordare neanche la sala, però.

Tutto fa pensare che tra non molto i ristoranti più all’avanguardia, attenti alle novità e ai costi, useranno l’AI anche per le ordinazioni ai tavoli e l’invio delle comande.
Se questo è simile, per esempio, a quello che succede in molti fast food o all you can eat con tablet e totem touch screen, qui si deve ipotizzare un salto di qualità. Va da sé che questo porterà a un’ottimizzazione dei costi del personale e a una ridefinizione delle mansioni svolte dallo staff del ristorante.

intelligenza artificiale

Si pensa che alcune professioni andranno a scomparire quando l’Intelligenza Artificiale prenderà sempre più piede nel settore ristorativo, ma questo non significa che determinati talenti non potranno essere dirottato su mansioni che ancora necessitano del fattore umano.

La ristorazione, soprattutto quella italiana, è storicamente allergica ai cambiamenti e alle innovazioni

In un Paese dove ancora si fa fatica a pagare ovunque con il bancomat o la carta di credito, è francamente improbabile pensare che di qui a pochi anni l’AI sarà parte integrante del tessuto operativo dei piccoli ristoranti italiani. Ma quello che mi auguro personalmente è che gli imprenditori della ristorazione lungimiranti, attenti alle novità e con la volontà di innovare costantemente il loro business, stiano con le orecchie ben aperte e pronti a tentare strade nuove. Perché se davvero questa è una rivoluzione tecnologica, non è più questione di adottare o meno l’AI, ma di quando inizieremo a usarle tutti, sia nella vita privata che nel business.

Per i più curiosi, segnalo che già oggi sono presenti sul mercato software italiani che hanno implementato l’AI generativa e che, parole di clienti in consulenza, ne stanno ottenendo incredibili benefici a livello di gestione del food cost e incremento degli utili. Concludo dicendo che capisco i timorosi, quelli che non credono e non vogliono che la ristorazione venga toccata dall’AI, ma sono dell’idea che se si è davvero imprenditori, il peggior sbaglio che si possa fare sia nascondere la testa sotto la sabbia facendo finta che il mondo non continui a girare.


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