Olio: le soluzioni per il rilancio di questo business da 3 miliardi

La Cia-Agricoltori Italiani presenta le quattro azioni per il rilancio dell’olio e dell’olivicoltura italiana al suo primo Forum Olivicolo Nazionale a Lamezia Terme. Si tratta di un evento a cui erano presenti istituzioni, tecnici ed esperti per poter comprendere la situazione ed attuare un piano concreto per rendere il settore più competitivo e in sintonia anche con il territorio e col mercato.

 
Olio d'oliva
 

Nel 2020, quest’anno l’olio extra vergine compie 60 anni con un primato tutto italiano. Infatti, l’Italia è stato il primo paese a coniare e a porre sotto tutela legale la definizione merceologica dell’olio extra vergine.
Il problema odierno è che non ci sono abbastanza terreni destina all’olivicoltura, sebbene il fabbisogno italiano annuo è di un milione di tonellate di olio extravergine d’oliva: 600 mila andrebbero destinati ai consumi interni, mentre 400 mila sarebbero da destinare all’export.

 

Dato che fa riflette e a cui la Cia-Agricoltori Italiani ha voluto dar risposta. Perciò, suggerisce maggiori investimenti e spinge sull’aggregazione di filiera e sulla cooperazione nel Mediterraneo, come più qualità unità alla quantità.
Secondo i dati, In Italia l’ulivo è coltivato su quasi 1,2 milioni di ettari, sono presenti 825 mila aziende e altrettanti 5 mila frantoi. Il valore della produzione agricola è di 1,3 miliardi, mentre il business dell’industria olearia supera i 3 miliardi di euro.

 
Olive
 

Sicuramente numeri notevoli, di fronte ai quali non si può chiudere gli occhi. Anzi, bisogna agire, specie per essere competitivi con altre nazioni, quali la Spagna. Secondo Cia, ci sono punti che vanno risanati e a cui bisogna trovare immediatamente soluzione, come la polverizzazione del tessuto produttivo, costi troppo alti congiunti per di più a prezzi volatili, così come anche la scarsa innovazione e ricambio generazionale. Il nodo cruciale però è legato all’età delle piante di cui il 63% ha più di 50 anni e alla bassa densità degli uliveti.
 

La Cia-Agricoltori Italiani propone dunque di riqualificare gli impianti esistenti ma anche di agevolare la creazione di nuovi per incrementare produzione e produttività degli oliveti. Successivamente, suggerisce di investire in tecniche produttive e di difesa fitosanitaria, così come di capitalizzare in varietà autoctone più resistenti alle malattie e adattate ai cambiamenti climatici.

 

Punto conclusivo di Cia-Agricoltori è quello di premere sulla necessità di rafforzare l’aggregazione e il ruolo delle Organizzazioni di Produttori e quindi anche lanciare una strategia mediterranea di collaborazione tecnica e solidale degli agricoltori per contrastare crisi, disoccupazione e desertificazione delle zone rurali.
Finalmente un settore così importante e redditizio come quello dell’olio trova le sue risposte.

 
Sacchi olive


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