Pizzium, la pizzeria dall’anima semplice e autentica

Intervista a Nico Grammauta, direttore generale di Pizzium

Nico Grammauta, direttore generale di Pizzium

Lanciato nel 2017 da un’idea di Stefano Saturnino, Giovanni “Nanni” Arbellini e Ilaria Puddu, Pizzium è il concept di pizza tutto italiano dove semplicità e qualità dell’offerta sono i capisaldi di questo innovativo format di food retail.

Pizzium è cresciuto costantemente arrivando a 14 punti vendita in gestione diretta ubicati in diversi centri urbani offrendo un’esperienza di consumo informale, ma allo stesso tempo autentica. Nico Grammauta, Direttore Generale di Pizzium, ci racconta questa realtà dinamica e in forte crescita, come conferma l’importante strategia di sviluppo già pianificata per i prossimi tre anni.
 
Qual è la mission del brand?
Creare una proposta di food retail che punta sulla pizza di qualità, dalla materia prima agli ingredienti, da consumare in un ambiente caratteristico, con particolare attenzione al servizio che deve essere impeccabile e con un pricing di mercato. Per noi “più qualità = più ricavi”. La nostra forza è la sostenibilità economica, senza cessioni di quote o franchising, puntando sulla scalabilità del format e sull’esperienza.

Come si presenta e cosa offre il menù di Pizzium?
La pizza è naturalmente la regina del menù: la base è napoletana al 100% arricchita con abbinamenti classici o inediti, senza mai rinunciare a materie prime italiane d’eccellenza, dopo un’attenta selezione dei migliori produttori. Nel nuovo menù proponiamo tante pizze creative che rendono omaggio a Napoli e alla sua bellezza. Il fil rouge che unisce le nuove proposte e le pizze cult, sempre presenti in menù, sono infatti i quartieri napoletani.
Come antipasto, proponiamo le Stuzzicherie ovvero un’ampia scelta di bruschette e una selezione di dolci della tradizione napoletana e italiana. Non manca inoltre una continua rivisitazione del menù stagionale con un’offerta gastronomica sempre più rinnovata e attenta ai gusti del target di riferimento.

Parlate di “impasto intelligente” per la pizza, a cosa vi riferite?
La nostra pizza si riconosce per il cornicione alto e ben alveolato e un impasto morbido che riposa 24 ore, fatto con farina di tipo “0” e semi-integrali. Questo garantisce croccantezza e alta digeribilità: insomma, una pizza gustosa senza appesantire e il segreto è proprio nell’impasto.

Quali sono i criteri con cui selezionate i vostri fornitori?
Puntiamo sull’altissima qualità dei prodotti, è la nostra filosofi a fin dall’inizio. I nostri fornitori sono tutte aziende italiane, veri e propri partner che ci accompagnano nella crescita con i migliori prodotti della gastronomia regionale. Attraverso di loro formiamo le nostre risorse nei punti vendita, al fine di restituire al cliente l’intera dimensione di eccellenza delle materie prime.

Quali sono le caratteristiche che lo rendono diverso dagli altri format di pizza?
La riuscita di un format di food retail si gioca su tre livelli esperienziali sui quali abbiamo puntato per rimanere in target con i nostri macro obiettivi: la location, il servizio in sala e il prodotto. Il quartiere della città e il layout del locale devono essere in linea con il format, accogliente e coerente con ciò che vogliamo trasmettere al nostro cliente. In seconda battuta conta molto l’accoglienza del personale di sala e quindi il servizio. Il prodotto, che comunque deve rispettare le aspettative attraverso una buona lavorazione e l’impiego delle migliori materie prime, arriva per ultimo in tavola, perciò se i primi due livelli esperienziali non sono stati all’altezza delle aspettative, la pizza rischia di subire un giudizio alterato generando un’esperienza ben distante dai nostri obiettivi.

Anche l’arredo si rifà alla tradizione italiana, ci può raccontare come si presenta e perché avete deciso di seguire questo stile vintage?
Abbiamo privilegiato uno stile accogliente, informale e italiano con richiami alla tradizione napoletana: il vintage ci aiuta a donare questa atmosfera calda e casalinga fatta di pareti di mattoni, sedie di legno e lampadari di stoffa che ricreano ambienti di altri tempi. I locali sono simili tra loro per trasmettere l’identità e lo stile del marchio anche se abbiamo voluto dare un minimo di personalizzazione in base alla città e al quartiere nel quale si trovano. Sono più o meno tutti di 250 metri quadri tra gli 80 e i 120 coperti e ci lavorano circa una dozzina di persone.

Qual è il target di Pizzium, ci può descrivere il cliente tipico dei vostri ristoranti?
La pizza per sua caratteristica rappresenta un target di consumatori molto ampio. La nostra offerta è accessibile, ma sicuramente, data la grande attenzione alla qualità, abbiamo una clientela attenta ai dettagli quanto all’origine e provenienza delle materie prime. Naturalmente il target si autodetermina anche in base alla location, al quartiere o alla città.

Quali sono i progetti futuri?
Siamo già al lavoro per le aperture di Bologna, Busto Arsizio e Milano in via Pola nel mese di settembre ed altre location in fase di studio di fattibilità. Nei prossimi tre anni abbiamo in programma circa 10 aperture all’anno, dirette e in Italia. L’apertura più recente è quella di via Vigevano a Milano, zona Navigli (Porta Genova). Lo sviluppo è prevalentemente urbano.


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