Ristorazione: il Covid manda in fumo 514 mila posti di lavoro

Come sta andando il settore della Ristorazione in Italia? Nel 2020 l’occupazione, a seguito della pandemia, segna 2,5 milioni di posti di lavoro persi (dati Istat), di cui 514 mila in meno nel settore della ricettività e della ristorazione.
I numeri contenuti nel Rapporto Ristorazione 2020 di Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, parlano chiaro. Da marzo 2020 ad oggi, in 14 mesi, si sono persi più del doppio dei posti che si sono creati tra il 2013 e il 2019. La pandemia ha danneggiato gravemente 22.250 aziende che hanno cessato l’attività.

2020: calo di fatturato per tutti

Il 97,5% delle attività ha registrato lo scorso anno un calo del fatturato, che in alcuni casi è stato davvero sostanzioso. Per più di 6 imprenditori della ristorazione su 10 il calo ha superato il 50% del volume d’affari del 2019.
I motivi alla base della riduzione dei ricavi sono da ricercarsi principalmente nel calo della domanda a causa delle misure restrittive, sia sulle attività che sula mobilità delle persone (88,8%), nella riduzione della capienza all’interno dei locali per l’attuazione dei protocolli di sicurezza (35,4%) e nel calo dei flussi turistici (31,1%), in particolare quelli stranieri.
 
L’85% dei bar e dei ristoranti si è detto sicuro che il settore riprenderà a marciare con decisione in tempi brevi, seppur non si conosca la vera data di fine emergenza. Il 72% degli intervistati pensa di tornare ai livelli pre-Covid nel 2022 (36%) o al massimo nel 2023 (36%). Il restante 28% è pessimista e vede la luce in fondo al tunnel nel 2024.
 
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Il ministro Giorgetti afferma che il report è “la testimonianza che tante imprese sono cadute al fronte e molte sono ferite e devono essere curate e messe in condizione di poter tornare all’attività. Sui sostegni si cercherà di coprire gli esodati dei ristori, cioè quelli che per dimensioni o altri fattori non sono legati ad una perdita di fatturato pari al 30%” ha spiegato Giorgetti. “Ci sarà un meccanismo per cui chi non ha ricevuto sostegni potrà ottenerli senza essere legati a quel dato del 30%, troppo rigido e che non tiene in considerazione le diverse realtà” ha dichiarato il ministro. “Ho chiesto anche un fondo dedicato per chi continua ad essere chiuso per decreto. Il fondo potrà essere gestito da Mise e Mef che individuerà soggetti che non hanno praticamente possibilità di fatturare da mesi, intervenendo puntualmente con una sorta di cifra forfettaria svincolata dal fatturato”.


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