Il numero di febbraio di Ristorazione Italiana parla anche di 70 Best Restaurant, Sigep World e strategie

È uscito il numero di febbraio di Ristorazione Italiana Magazine. Un’edizione che guarda al presente per reinterpretare il futuro mettendo a fuoco uno dei modelli più solidi, diffusi e strategici del foodservice mondiale: quello del ristorante che integra la pizzeria come parte fondante della propria identità

Il cuore di questo numero è The 70 Best Restaurant with Pizzeria in the World, un progetto che va oltre la classifica e diventa strumento di lettura della ristorazione contemporanea. Un racconto che analizza come la pizzeria non sia più un’estensione del ristorante, ma un linguaggio autonomo e complementare, capace di generare valore, identità e redditività. Un modello ibrido che funziona perché risponde a nuove abitudini di consumo, a una richiesta di qualità trasversale e a una visione imprenditoriale sempre più internazionale. Attraverso esempi concreti e visioni autorevoli, il magazine riflette su cosa significhi oggi costruire un progetto solido, riconoscibile e scalabile nel tempo.

Ampio spazio è dedicato al Campionato del Mondo di Pizza Senza Frontiere, che si conferma come uno degli appuntamenti più attesi e rappresentativi del settore. Pizzaioli e professionisti provenienti da tutto il mondo si sono sfidati in 18 categorie di gara, dando vita a un confronto ad altissimo livello tecnico e creativo. Dalle interpretazioni più classiche alle proposte più sperimentali, ogni competizione ha raccontato storie di ricerca, identità personale e lavoro di squadra, valorizzando tanto la tradizione quanto l’innovazione. Sette tavoli di giuria, composti da tre giudici internazionali ciascuno, hanno valutato con attenzione ogni dettaglio: impasti, cotture, equilibri gustativi, abbinamenti beverage e coerenza del progetto. Un evento che fotografa l’evoluzione globale della pizza come prodotto culturale e imprenditoriale.
Il numero di febbraio racconta anche SIGEP World 2026, a partire dalla cerimonia di apertura della 47ª edizione, che ha ribadito con forza il ruolo strategico del foodservice per il Paese. Un settore che in Italia vale 71 miliardi di euro, genera occupazione, formazione, inclusione e valorizzazione delle filiere, oltre a essere uno dei principali ambasciatori del Made in Italy nel mondo. Le istituzioni hanno sottolineato come innovazione, qualità e sostenibilità sociale possano procedere insieme, trovando in SIGEP World una piattaforma concreta di applicazione. Il gelato artigianale emerge sempre più come leva di business globale, grazie alla destagionalizzazione e all’integrazione nei menu delle grandi catene. Accanto a esso, pasticceria, cioccolato e caffè mostrano filiere in profonda evoluzione, tra nuove tecnologie, attenzione alle materie prime e sostenibilità. In questo panorama, la pizza si afferma come vero e proprio linguaggio universale del foodservice contemporaneo. Con SIGEP Giovani, oltre 2.700 studenti hanno partecipato a un programma che investe sul capitale umano, mentre la strategia internazionale del brand – con eventi a Las Vegas, Shanghai e Singapore – rafforza il ruolo di Rimini come hub di un network globale.

Lo sguardo si sposta poi sulla ristorazione del futuro, partendo da una consapevolezza chiave: il mondo è cambiato e restare fermi è il modo più rapido per restare indietro. La tecnologia non è più un’opzione, ma un alleato indispensabile. Automatizzare il controllo di gestione significa avere numeri aggiornati in tempo reale, maggiore precisione e più tempo da dedicare alle decisioni strategiche. In un mercato sempre più competitivo, l’inefficienza si paga cara, mentre i dati diventano la base per costruire scelte lucide e sostenibili.

Spazio anche all’architettura del dolce, con un’analisi lucida e provocatoria sull’evoluzione degli ingredienti e del ruolo del ristoratore. L’uovo, una delle materie prime più critiche e volatili degli ultimi anni, diventa il simbolo di una trasformazione più ampia. Il tema non è solo il food cost, ma la gestione di scadenze, sicurezza alimentare, allergenicità e nuove richieste plant-based. Nel 2026, l’approccio Free-From non è più una rinuncia, ma un upgrade tecnologico: una nuova progettazione del gusto che permette stabilità, precisione e qualità costante, superando i limiti della variabilità biologica.

Il numero affronta anche il tema della gestione dei regimi alimentari particolari, ricordando come la formazione dello chef contemporaneo debba essere completa e consapevole. Prescrizioni religiose, allergie e intolleranze rappresentano priorità inderogabili nella costruzione di un menu, prima ancora delle scelte nutrizionali personali. Conoscere valori, simboli e divieti culturali è una competenza professionale imprescindibile.
Infine, un approfondimento dedicato all’ottimizzazione dei margini e al riempimento del locale, partendo da un principio chiave: prima si costruisce una macchina efficiente, poi si accelera con il marketing. Ogni modello ha le proprie logiche, ma tutto parte da un’analisi onesta dei numeri. Capire se il problema è di margine o di volumi significa sapere dove intervenire: ottimizzare processi interni o investire in visibilità e attrattiva. Due strategie diverse, entrambe fondamentali per la sostenibilità di un progetto.

Febbraio è il mese della visione che prende forma, delle strategie che si affinano e delle scelte che determinano la solidità di un’impresa nel medio-lungo periodo.
Questo numero di Ristorazione Italiana Magazine nasce per accompagnare i professionisti del settore in un percorso di consapevolezza, offrendo analisi concrete, modelli evoluti e strumenti utili per affrontare con lucidità le sfide della ristorazione contemporanea.
Buona lettura, e buon inizio anno con Ristorazione Italiana Magazine!


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