Il nuovo numero di marzo di Ristorazione Italiana parla anche di Cucina italiana patrimonio Unesco, dei vincitori del Campionato del Mondo di Pizza Senza Frontiere e di futuro

È uscito il numero di marzo di Ristorazione Italiana Magazine. Un’edizione che ruota attorno a un evento storico: il riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità da parte dell’UNESCO. Un passaggio che non riguarda soltanto la cultura gastronomica, ma l’intero sistema economico, imprenditoriale e identitario della ristorazione italiana.

Il cuore di questo numero è La cucina italiana patrimonio immateriale: un’identità collettiva. La proclamazione del 10 dicembre 2025 segna un punto di svolta. Non è stata premiata una singola ricetta, né un territorio specifico: è stato riconosciuto un sistema di saperi, fatto di manualità, stagionalità, convivialità e trasmissione intergenerazionale. Un traguardo che, secondo Francesco LollobrigidaMinistro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, non è solo simbolico, ma ridefinisce il ruolo della ristorazione, delle filiere e del turismo.
La cucina italiana è linguaggio comune in un Paese dalle mille differenze. È memoria, ma anche trasformazione continua che oggi amplia l’orizzonte perché l’intero ecosistema gastronomico diventa patrimonio condiviso.
Ma essere patrimonio significa assumersi una responsabilità. Custodire, formare, innovare senza tradire l’identità. Per i ristoratori questo si traduce in rigore professionale, tutela delle filiere e coerenza narrativa. L’autenticità non è più solo un valore etico: è una leva competitiva.

In questo scenario si inserisce il racconto del Campionato del Mondo di Pizza Senza Frontiere, andato in scena all’interno di SIGEP World. Un’edizione che ha riunito pizzaioli provenienti da oltre 45 nazioni, confermando la pizza come linguaggio universale della cucina italiana. Diciotto categorie di gara, centinaia di professionisti, più di cento giudici tra tavoli e forni: numeri che raccontano non solo una competizione, ma una piattaforma internazionale di confronto tecnico e culturale. Scopri tutti i VINCITORI di questa edizione!
Il numero di marzo affronta anche una delle domande più attuali: “L’intelligenza artificiale ruberà il lavoro nella ristorazione?” E la risposta potrebbe essere meno scontata di quanto pensiate. Controllo di gestione, analisi dei dati, previsioni di vendita e gestione degli acquisti per avere un controllo della propria attività e concentrarsi su: professionalità, creatività e sensibilità.
Ampio spazio è dedicato alla gestione dei regimi alimentari particolari: allergie, intolleranze, prescrizioni religiose, vegetarianismo, veganismo fino alle forme più specifiche come crudismo e fruttarismo. Essere patrimonio culturale significa essere inclusivi. La cucina italiana non può restare ancorata a un modello unico, ma deve saper accogliere esigenze diverse con competenza tecnica e rispetto culturale. Conoscenza delle contaminazioni crociate, alternative vegetali, sicurezza alimentare e precisione operativa non sono optional: sono standard professionali.
Il numero racconta anche l’evoluzione tecnologica del settore: forni sempre più performanti, sistemi ibridi, strumenti progettati per garantire stabilità termica, precisione e sostenibilità energetica.
Innovazione tecnica e qualità delle materie prime si intrecciano in un mercato che richiede efficienza produttiva e standard elevati. Essere patrimonio non significa restare ancorati al passato: significa investire in strumenti che permettano di valorizzare al meglio il prodotto.
Questo numero di Ristorazione Italiana Magazine nasce per accompagnare il settore in questa nuova fase. Tra cultura, competizione, tecnologia e gestione, marzo diventa il mese della responsabilità.
Perché oggi fare ristorazione in Italia non significa soltanto cucinare bene. Significa custodire un’eredità riconosciuta dal mondo — e dimostrare, ogni giorno, di meritarla.

Buona lettura con Ristorazione Italiana Magazine!