Un’alternativa ecosostenibile: il burro di insetti

Di Maurizio De Pasquale

Accanto a una ricerca di maggior naturalità, tra i fenomeni emergenti di maggior interesse, vi è oggi certamente quello della continua ricerca di percorsi alimentari sempre più ecosostenibili e salutari. Come le alimentazioni vegetariane, vegane, etc.
 
Si tratta di forme di alimentazioni che escludono il consumo di alcuni o tutti gli alimenti di origine animale. In genere sulla base di considerazioni etiche, ambientali, salutistiche o religiose. L’alimentazione vegetariana esclude carne animale di ogni specie (mammiferi, pesci, insetti o altre). E altri prodotti derivanti all’allevamento.
 
La dieta vegana esclude invece qualsiasi alimento di origine animale. Ci sono anche considerazioni sul piano culturale. La scelta di non consumare carne dipende da un insieme di motivazioni molto forti. Come il rifiuto a priori dell’uccisione degli animali, secondo una scelta di non violenza estesa all’intero creato. Ma anche la consapevolezza dell’impatto ambientale dell’allevamento su scala globale. E la convinzione che una dieta priva di carne possa garantire migliori condizioni di salute.
 
Se l’impatto ambientale è il tema più di attualità, si sta facendo sempre più strada la consapevolezza che un consumo moderato di carne, costituisca la base per uno stile alimentare sano. Quali alternative abbiamo? In un contesto di eco sostenibilità, vi parlo del “burro” da insetti.
 

 

Il burro di insetti

Infatti, a quanto pare, se vi preparassi un dolce con del grasso d’insetti non notereste differenze. Il grasso d’insetti è indistinguibile dal burro. E potrebbe essere il futuro per una alimentazione più ecosostenibile.
 
Prima di ogni smorfia di disgusto che lo vogliate o no, è giusto ricordare che il grasso ottenuto dagli insetti arriva da una fonte estremamente ecosostenibile. Ed è anche in sé molto nutriente.
 
Come ben sapete l’allevamento di insetti è molto meno d’impatto sull’ambiente rispetto a quello bovino necessario per la produzione del burro tradizionale.
 

Le ricerche

Uno studio assai interessante di alcuni ricercatori belgi, hanno dimostrato che tra il burro tradizionale ed un grasso d’insetto non vi sono differente così rilevanti. Sia in termini di sapore che di struttura. Nello studio i ricercatori hanno voluto capire quanto fosse differente al palato il grasso d’insetto rispetto al burro tradizionale.
 
Hanno ingaggiato un gruppo di 344 persone disposte ad assaggiare diversi tipi di cialde belga cucinate con fino al 50% di grasso d’insetto per vedere se fossero in grado o meno di notare la differenza. A quanto pare, la differenza in sapore è talmente lieve da non essere percepibile.
 
Dai risultati dei test è emerso infatti come per gli “assaggiatori” fosse impossibile determinare quale cialda fosse realizzata con quale percentuale di grasso d’insetti al posto del burro. O quali ne fossero completamente prive. Questo studio dimostra che come il grasso ottenuto in questo modo sia un’alternativa ideale che potrebbe sostituire, almeno in parte, il burro per salvaguardare l’ambiente nel prossimo futuro.
 

 

Le caratteristiche

Vediamolo un po’ più nel dettaglio. Da dove si ottiene il grasso d’insetti? Una delle fonti per ottenere questa tipologia di grasso alternativo è la larva della mosca soldato nera. Si tratta di un tipo di larva particolarmente ricca di grassi.
 
Giusto per dare un’idea. La carne di manzo contiene fino a 187 g di grassi per chilo di carne. La larva della mosca soldato nera arriva fino a 140 g di grassi al chilo. Ma con un impatto produttivo sull’ambiente decisamente inferiore.
 
Il grasso d’insetti inoltre è di un tipo differente rispetto al grasso del burro. Sembrerebbe addirittura migliore, grazie alla presenza di acido laurico. Che, non solo presenta forti proprietà antibatteriche e antimicrobiche, ma è anche più digeribile.
 
Detta così ovviamente sembra tutto bello. Ma dobbiamo purtroppo combattere, soprattutto qui in occidente, con alcuni preconcetti mentali all’idea di mangiare insetti. Se ci trovassimo in Asia probabilmente tutto questo sarebbe abbastanza normale.
 
Probabilmente per abbattere questa ritrosia al consumo di insetti e/o derivati ci aiuterebbe il prodotto finito. Vedere e mangiare un pane ben fatto con farina di grillo o un dolce ben impiattato con il grasso di larva ci aiuterebbe ad aumentare il consumo.
 
Sempre che il sapore non venga influenzano. Ma anche qui studi e test portati avanti, anche personalmente, confermano questa tesi.
 

 

Quali sono i pro al consumo di insetti?

Gli insetti sono più sostenibili perché sfruttano meno terra rispetto ai bovini. E sono più efficienti nel convertire i mangimi e usano anche meno acqua per produrre burro.
 
Il cibo derivanti da insetti ha alti livelli di proteine, vitamine, fibre e minerali. Molti studiosi in Europa lo considerano un’alternativa più ecologica ed economica ad altri tipi di prodotti animali.
 

Sì, ma che sapore ha?

Secondo alcuni ricercatori, i consumatori non notano alcuna differenza quando sostituiamo del burro di latte in una torta con del grasso di larva. Come spiegato in precedenza.
 
Tuttavia, segnalano un gusto insolito quando arriva al 50%. E dicono che non vorrebbero comprare la torta. Questa ultima considerazione vale anche per l’utilizzo di farine da insetti.
 
Un consumatore che assaggia del pane che al suo interno contiene fino ad un massimo del 20 – 25% di farina da insetti non percepisce alcuna differenza. Se tale quantità viene aggiunta al 50% ecco che alcune alterazioni si iniziano a percepire.