I vini dell’Alto Adige secondo il campione mondiale sommelier Luca Gardini

Ovviamente è normale, arrivati alla fine di un’annata decisamente ardua come la presente, fare un piccolo bilancio. I miei, al di là di tutto, sono sempre positivi. Dato che ho la fortuna di essere spesso in giro per la nostra bellissima Penisola per fare assaggi. Anche per il 2020, quindi, non posso lamentarmi, anche se devo ammettere che un territorio più di altri mi ha impressionato. Soprattutto a livello di produzione di vini bianchi.
 
Un po’ per il lavoro di grande omogeneità che viene svolto, un po’ perché la viticoltura, in quel fazzoletto di terra, rappresenta una comunione antica tra uomo e territorio rinnovata giorno dopo giorno grazie ad un artigianato di grandissima sapienza. Quindi “Alto Adige”, e in particolare i suoi vini bianchi.
 
Del resto in tutto il Trentino la produzione di ‘bianchi’ ormai è vicina al 60% del totale. E se escludiamo qualche punta qualitativa di produzione di vini rossi che riguarda soprattutto il Pinot Nero, l’amatissimo Lagrein, alcuni “blend” e la Schiava, il livello qualitativo medio dei bianchi è superiore. Vocazione marcata del territorio, indubbiamente unita ad un grande lavoro in campagna e cantina che hanno plasmato il territorio dell’Alto Adige come uno dei palcoscenici su cui si giocherà molto del futuro della nostra viticoltura.
 
Del resto se vogliamo considerare i miei più recenti assaggi (anche se la 2020, almeno a giudicare dagli assaggi in botte è già lì che “scalpita”), la vendemmia 2019 è da considerare tra le migliori, paragonabile alla 2016, se non per i quantitativi, inferiori di circa il 20% rispetto al totale 2016, che fu di per sé straordinario.
 
L’inverno mite, associato ad un fine aprile-inizio maggio molto freddo, ha fatto pensare all’inizio ad un’annata difficile, ai livelli della 2017. Invece il tempo caldo di metà-fine giugno, che ha portato ad una corretta fioritura, e ancora un fine-agosto e fine-settembre strepitoso ha apportato ai bianchi un bel grado alcolico e bella acidità, e anche ai rossi, soprattutto al Pinot Nero e al Lagrein, un discreto alcol e bella struttura.
 
Saranno senza ombra di dubbio vini da invecchiamento, longevi, sani, con caratteristiche di finezza che si andranno man mano rafforzando con il passare del tempo. Del resto sono convinto che parlando di Alto Adige si possa considerare una crescita qualitativa costante negli ultimi 30 anni. Che ha portato molti vitigni a diventare vini (bianchi, come rossi) che si possono imporre a livello internazionale. E, inoltre, non solo vini da bere subito ma che possono affrontare la sfida dell’invecchiamento con grandissime potenzialità di evoluzione ulteriore in bottiglia. Ecco allora riassunte alcune delle migliori bottiglie, 4 bianchi e, giusto per completare il quadro, uno strepitoso rosso:
 
vini alto adige

Alto Adige Valle Isarco Sylvaner DOC Alte Reben 2018

PACHER HOF
Uno degli alfieri aziendali, da una selezione dei vigneti più alti e vecchi. Sei mesi di rovere, che conferiscono una bella rotondità al palato. Naso raffinato, zest di arancio, fiori gialli, mango e litchi. Bocca minerale e sapida, palato denso, chiusura con ritorno floreale.
 
vini alto adige

Alto Adige Terlano Pinot Bianco DOC Riserva Vorberg 2018

TERLANO
Uno scintillante Pinot Bianco quello nella lettura di Rudi Kofler, proveniente da vigneti straordinari, quelli del Vorberg, oltre i 900 metri, capaci di conferire una spinta sapida impressionante. Clamoroso al naso, pesca gialla, biancospino, poi timo fresco. Bocca tesa, sapida, persistente, chiusura con ritorno della frutta gialla.
 
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Alto Adige Gewürztraminer Spätlese DOC Epokale 2013

TRAMIN
Un Gewürztraminer “epocale” come promesso in etichetta, un ritorno alle radici della tipologia. Vigneti vecchi, vicini al maso Nussbaumer, poi sette anni di maturazione a oltre 2.000 metri di altitudine. Naso intenso, mango e litchi, poi zafferano e salvia fresca in chiusura. Succoso e minerale al palato, finale di bella persistenza, con ritorno officinale.
 
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Alto Adige Bianco DOC Appius 2016

CANTINA DI SAN MICHELE APPIANO
Tuttora la “summa”, per certi aspetti, del lavoro che si sta svolgendo in Alto Adige. La mano incredibile di Hans Terzer in un blend di Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Sauvignon, in un vino dalla fortissima personalità. Nota agrumata con tocchi di fiori gialli al naso, la bocca è densa, tesa e croccante, guidata da una vigorosa nota iodata. Compatto e persistente il finale.
 
vini alto adige

Alto Adige Lagrein DOC Riserva Taber 2018

CANTINA BOLZANO
Nata nel 1908 nel quartiere termale di Gries, ora conta la bellezza 224 soci conferitori e 340 ettari vitati, in una delle creazioni più raffinate di casa. Da vecchie vigne a Gries, a circa 250 metri slm, vino dall’estratto spettacolare, al naso note di alloro e rabarbaro, bocca profonda e di grande equilibrio.


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