I Fake nel mondo della ristorazione: ecco i cibi italiani più rivistati e contraffatti

I Fake nel mondo della ristorazione: ecco i cibi italiani più rivistati e contraffatti
 
Il Made in Italy è sinonimo di qualità ed è forse per questo motivo che da anni, in molti Paesi, si cerca di imitare in tutti i modi le nostre eccellenze (soprattutto quelle culinarie).
 
Ma a furia di volerle replicare senza fare attenzione a ciò che le rende inimitabili, i segni distintivi della nostra cucina rischiano ogni giorno di perdere la loro unicità a causa dell’Italian Sounding, dei riadattamenti e del fake food. Un fenomeno sempre più sviluppato e preoccupante che riguarda il cibo italiano soprattutto in America, ma anche in Europa.
 

Ecco un elenco dei cibi italiani più falsificati nel mondo:

 
Al primo posto trai primi cibi fake troviamo l’ormai notissimo Parmesan, che viene “spruzzato” praticamente su ogni primo piatto che abbia sembianze italiche e che si trova molto frequentemente negli U.S.A., in Russia, Australia e Germania, senza dimenticare il Sugo bolognese, scritto impeccabilmente e quindi facile da confondere con l’originale.
 
Peccato che la produzione sia estone, ovvero a più di 2.000 km dall’Emilia.Praticamente più che un orrore per tutti gli appassionati di questo nostro tesoro che non ne ammetteranno mai questo uso improprio, al pari di un’arma anti appetito.
 
I Fake nel mondo della ristorazione: ecco i cibi italiani più rivistati e contraffatti
 
Poi passiamo immancabilmente al primo piatto preferito dagli italiani e non: la pasta, di cui se ne vedono letteralmente di cotte e di crude!
 
Letteralmente perché nei supermarket all’estero spesso si trovano i barattoli di pasta espressa: apri, la versi in acqua bollente, attendi e tutto è fatto. E possiamo proseguire ancora con il Thai pesto, i Taralli don Maralli, le Tagliatelle alla carbonara che provengono direttamente dall՚Oriente, per poi passare agli Spageti in Slovenia, Spaghete in Romania, gli Spagheroni e i Makaroni in Olanda. Invenzioni di tutto punto, e tutt’altro piatto.
 
Ma di certo non possono mancare i condimenti, e allora via libera alla fantasia, così la pasta al ragù diventa pasta con polpette o pollo e la pasta alla salsa di pomodoro diventa pasta con il ketchup. A Bruxelles, invece, negli scaffali dei supermercati troviamo il Sugo Napoli; Capri tomatoes e Mini San Marzano che di di italiano, ovviamente, non hanno nulla.
 
La pizza rimane ancora uno dei piatti italiani fake più rivistati in tutto il mondo e la vedono protagonista di accostamenti culinari più o meno azzardati. La più famosa è sicuramente la pizza ananas e prosciutto ma anche la pizza “pepperoni” non è di meno dato che sopra non troviamo i classici peperoni ma fette di salame piccante.
 
I Fake nel mondo della ristorazione: ecco i cibi italiani più rivistati e contraffatti
 
Un altro tra i piatti rivisitati, non proprio ad arte, rientrano anche le mitiche fettuccine Alfredo, nate in una trattoria romana, Alfredo appunto, come fettuccine al triplo burro a base di burro e parmigiano stagionato 24-36 mesi stemperato in poca acqua di cottura: diventate famose perché “scoperte” da influenti americani di passaggio a Roma. All’estero la “creatività” le ha trasformate in un piatto in cui si può trovare di tutto, dai funghi ai gamberetti, al pollo. Ed è diventata talmente famosa negli States, tanto da far credere ai più che l’origine di questa pasta speciale non sia italiana ma bensì che sia un prodotto americano doc.
 
Ma oltre a questi piatti che male ci rappresentano, ve ne sono altri che in Italia neppure esistono. E’ il caso della Caesar salad, creata da un cuoco messicano con padre italiano, diventata un piatto internazionale attribuito all’Italia.
 
Leggi anche “Il souvenir si fa food: 4 italiani su 10 scelgono prodotti enogastronomici
 
I Fake nel mondo della ristorazione: ecco i cibi italiani più rivistati e contraffattiFonte: IlMessaggero.it


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