Pesce congelato dagli chef o pesce acquistato congelato nei ristoranti?

Valentina Tepedino

Valentina Tepedino

Pesce congelato dagli chef o pesce acquistato congelato nei ristoranti? Questione spinosa questa. Invito tutti i ristoratori a leggere con attenzione la recente sentenza che ha condannato un ristoratore per non avere dichiarato nel menù che proponeva prodotti ittici congelati. Il sito del SIVeMP del Veneto riprende così la notizia pubblicata il 19 luglio da Il Sole 24 Ore:
 
“Commette reato il ristoratore che propone ai propri clienti alimenti surgelati, senza informarli sulla reale natura dei prodotti serviti in tavola. E questo anche se tale clausola non è esplicitata in un rapporto di natura contrattuale con il cliente.
 
Non ha dubbi la Corte di cassazione (la sentenza che tratta l’argomento è la numero 34783 depositata il 17 luglio) nel ritenere fondata la multa di 200 euro comminata a un ristoratore milanese, colpevole – tanto secondo il Tribunale, quanto secondo la Corte di appello meneghine – di aver propinato a ignari avventori piatti non freschi. Della natura di tali prodotti, infatti, non c’era traccia nel menù, né il proprietario del locale – o chi per lui – si preoccuparono di darne notizia agli avventori. Contro tale decisione ha presentato ricorso il ristoratore, definendo erronea la valutazione della Corte di appello, che ha ritenuto sussistente l’ipotesi di reato di tentativo di frode in commercio, senza che vi fosse la prova della pattuizione tra esercente e cliente.
 
Secondo il difensore dell’imputato, infatti, la mera detenzione di cibi surgelati non integrerebbe il reato contestato, dal momento che non ha avuto luogo alcuna contrattazione.
 
Non la pensa così la Cassazione. Secondo i giudici della Suprema Corte, infatti, il contrasto interpretativo in ordine alla configurabilità del tentativo di frode in commercio è obsoleto. Esso risulta infatti superato dalla giurisprudenza più recente, ma ormai consolidata, della Corte, secondo cui «anche la mera disponibilità di alimenti surgelati – non indicati come tali nel menù – nella cucina di un ristorante, configura il tentativo di frode in commercio, indipendentemente dall’inizio di una concreta contrattazione con il singolo avventore».
I giudici dichiarano pertanto il ricorso inammissibile e condannano il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di 2.000 euro a favore della Cassa delle ammende”.

 
A nostro parere sarebbe opportuno un incontro tra le Associazioni di Categoria ed il Ministero della Salute al fine di “dialogare” meglio in merito alla detenzione di prodotti ittici congelati nei ristoranti. Va premesso che la nostra discussione non è in merito ad una maggiore o minore qualità del prodotto ittico fresco rispetto al congelato e viceversa. Abbiamo scritto infatti molti articoli sull’argomento che parlano delle caratteristiche delle suddette tipologie. Inoltre, ci teniamo a specificare che non vogliamo neppure entrare nel merito della specifica sentenza da noi citata poiché, se il ristoratore acquistava esclusivamente prodotto ittico congelato e lo somministrava come “fresco”, non è questo l’oggetto della nostra discussione La nostra attenzione è mirata ad evidenziare particolari usi e consuetudini diffusi tra i ristoratori nella gestione dei prodotti ittici che, alla luce di questa sentenza ed in realtà in base alla norma attuale e vigente in materia, dovrebbero essere rivisti.
 

 
Molti ristoratori, anche stellati, comprano pesce freschissimo 2 volte la settimana, lo lavorano in filetti e lo “abbattono” al fine di conservarlo al meglio per i 2-3 giorni successivi e questo è verificabile dai documenti di acquisto. Sono ristoratori che dunque investono molti soldi per l’acquisto del pesce fresco e per la sua lavorazione e vogliono garantire il massimo al loro cliente al quale somministreranno un prodotto che hanno avuto modo di verificare di persona. La loro scelta non è dunque mirata a “frodare” il consumatore ma ad assicurargli un prodotto migliore considerando che oggi, in generale, è difficile per un ristoratore prevedere i clienti della settimana considerando che la prenotazione è sempre più incerta e rara. Poi ci sono ristoratori che per motivi di tempo o motivi economici preferiscono acquistare direttamente prodotto surgelato/congelato e tenerne scorta nei propri locali. Secondo noi andrebbero fatte considerazioni diverse su queste due differenti modalità di proposta del prodotto ittico “congelato”.
 
La soluzione altrimenti per la grande parte della ristorazione sarebbe quella di acquistare solo pesce già congelato onde evitare grandi sprechi o minore offerta di prodotto. Dunque speriamo che le Associazioni di Ristoratori, se condividono le nostre riflessioni, si attivino al fine di aprire con i dovuti Enti istituzionali di riferimento un dialogo in merito. Eurofishmarket si rende disponibile a rappresentare ed affiancare le Associazioni ed i singoli cuochi su questo tema andando a creare un tavolo di discussione. Eurofishmarket in collaborazione con la FIC ci tiene ad informare correttamente tutti i ristoratori al fine di prevenire eventuali sanzioni ed incomprensioni in merito al tema discusso.


Potrebbero interessarti anche