Quando la pizza si fa digital: il caso Pizza Hut

La catena statunitense Pizza Hut si appresta a chiudere 500 dei suoi ristoranti, sostituendoli con punti di consegna automatizzati. Dopo gli Amazon Locker (se ne vedono sempre più sparsi per le nostre città), anche la consegna della pizza si digitalizza. Il sistema di consegna dei prodotti in maniera automatizzata funziona mediante un distributore dove recapitare e far ritirare le pizze ordinate, senza che il cliente faccia la fila e interagisca con il venditore, come accade nel punto vendita tradizionale.

Pizza Hut digital

La sperimentazione ha preso il via a Hollywood, ma l’intenzione è quella di estendere il sistema digitale a molti alti ristoranti. Pizza Hut conta numerosi punti vendita costruiti 30-40 anni fa nei centri commerciali, una formula che oggi risulta in profonda crisi. Chiudendo i ristoranti obsoleti e sostituendoli con punti di consegna più moderni e funzionali – afferma David W. Gibbs, presidente di Yum! Brands – ci saranno benefici per tutti.

Il punto di ritiro è costituito da degli armadietti sigillati, ognuno dei quali è a sua volta diviso in due: la parte calda mantiene la pizza alla giusta temperatura mentre quella refrigerata tiene in fresco le bibite. L’ordine, come è facile intuire, viene effettuato attraverso l’app o il sito web. Dopo aver effettuato l’ordine e il pagamento, viene rilascia un codice per lo sblocco dell’armadietto.
L’idea di un locker per le pizze non è nuova: in passato, per alcuni anni, Eatsa, una catena di ristoranti automatici, ne ha fatto il suo punto di forza. Riuscirà Pizza Hut a risollevare gli affari con questa innovazione?


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