È tempo di vendemmia: il Prosecco Conegliano Valdobbiadene

La prima vendemmia sulle colline riconosciute dall’Unesco festeggia l’aumento del 50% delle vendite in Francia che spinge l’export del Prosecco al record storico di sempre sui mercati mondiali, per un valore complessivo di ben 458 milioni nel primo semestre del 2019. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Istat presentata in occasione del distacco del primo grappolo di uva Glera dell’anno per il Prosecco nella Tenuta Astoria a Refrontolo (TV), dopo l’avvenuta iscrizione del sito veneto “Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” nella Lista dei Patrimoni Mondiali dell’Unesco.

“Oggi è una vendemmia ancora più emozionante perché finalmente si è svolta nelle colline del Conegliano Valdobbiadene riconosciute dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità – spiega Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso – Dobbiamo pensare a un’annata davvero positiva per la quantità equilibrate di uve, ma anche per un prodotto sano e sicuramente capace di trasformarsi in un vino d’eccellenza. Devo dire bravi a tutti i viticoltori di queste splendide colline che con la loro competenza e passione riescono a lavorare dei vigneti certamente più difficili di altri. Grazie a loro di cuore per quello che sanno esprimere ogni giorno in questa terra che merita di essere valorizzata per la sua identità e specificità”.

Concetti quelli espressi da Polegato che trovano concorde Giancarlo Vettorello, responsabile ufficio viticolo di Coldiretti Veneto: “Questo territorio è un patrimonio che vede la nostra organizzazione impegnata per una continua tutela e valorizzazione in quanto per la sua conservazione, ma anche per la sua positiva evoluzione, richiede impegno e grande attenzione”.

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Il prosecco nel mondo

Con un aumento del 17% delle esportazioni il Prosecco conquista nel 2019 il primato di vino italiano più consumato all’estero grazie all’alta qualità e capacità produttiva con le pregiate bollicine che – sottolinea la Coldiretti – sono protagoniste di un vero a proprio boom negli Usa. Gli Stati Uniti, con un aumento in valore del 41%, diventano il principale cliente davanti alla Gran Bretagna e alla Francia mentre al quarto posto si piazza la Germania dove l’aumento è più contenuto (+7%). Ma un incoraggiante aumento del 66% del valore delle vendite si registra anche in Cina dove però la domanda è ancora molto contenuta per la tradizionale preferenza accordata nel gigante asiatico ai vini rossi.

Il gradimento dei cugini d’Oltralpe è significativo del successo conquistato anche nei confronti della concorrenza dello champagne. A pesare sul successo mondiale del Prosecco – spiega la Coldiretti – è però il proliferare nei diversi continenti di falsi di ogni tipo con le imitazioni diffuse in tutti i Paesi, dal Meer-secco al Kressecco, dal Semisecco e al Consecco, ma è stata smascherata le vendita anche del Whitesecco e del Crisecco.

Occorre tutelare le esportazioni di vino Made in Italy di fronte ai numerosi tentativi di banalizzazione delle produzioni nazionali – ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che – oltre alla perdita economica, è soprattutto grave il danno di immagine che mette a rischio ulteriori e nuove opportunità di penetrazione dei mercati”.

Crediti: Coldiretti Treviso


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