
Pasqua è una tavola complessa.
Piatti ricchi, ingredienti stagionali, preparazioni che oscillano tra tradizione e leggerezza.
E il vino?
Non può limitarsi a “stare dietro”. Deve accompagnare, pulire, sostenere.
👉 La chiave è costruire una sequenza coerente: vini che non stancano, ma che tengono il ritmo del pasto.
Ecco 5 etichette di vini da abbinare a un menu di Pasqua ben costruito.
Franciacorta Brut DOCG
L’inizio giusto, senza compromessi
Perlage fine e continuo, naso pulito con note di crosta di pane, agrumi e leggere sfumature di frutta secca. In bocca è teso, verticale, con una chiusura fresca e sapida.
Perché funziona a Pasqua:
Le bollicine hanno una funzione precisa: azzerare il palato.
Perfetto con:
• antipasti misti
• uova
• torte salate
👉 La sua acidità e la carbonica alleggeriscono subito l’impatto dei primi piatti.
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore DOC
Il bianco che regge.
Colore giallo paglierino con riflessi verdolini. Profumi di mela, erbe fresche e mandorla. In bocca è sapido, con una struttura elegante e una chiusura leggermente amaricante.
Perché funziona a Pasqua:
È uno dei pochi bianchi capaci di stare su piatti strutturati senza perdere equilibrio.
Perfetto con:
• risotti agli asparagi
• primi alle erbe
• preparazioni vegetali complesse
👉 Tiene la struttura, ma resta dinamico.
Chianti Classico DOCG
Il rosso della tradizione.
Rosso rubino brillante. Naso su ciliegia, viola e leggere note speziate. In bocca è equilibrato, con tannini presenti ma ben integrati e una buona freschezza.
Perché funziona a Pasqua:
L’agnello ha bisogno di un vino che pulisca e accompagni senza coprire.
Perfetto con:
• agnello al forno
• carni arrosto
• secondi strutturati ma non troppo grassi
👉 Classico abbinamento che funziona… quando è fatto con precisione.
Cerasuolo d’Abruzzo DOC
Il vino “intelligente” del servizio.
Colore cerasuolo brillante. Profumi di fragola, melograno e fiori. In bocca è fresco, con buona struttura e una chiusura piacevolmente fruttata.
Perché funziona a Pasqua:
È il vino più versatile della tavola.
Perfetto con:
• piatti di transizione
• preparazioni a base di verdure
• anche con pesce strutturato
👉 Sta nel mezzo: non stanca, non invade, ma accompagna tutto.
Passito di Pantelleria DOC
La chiusura che non deve stancare.
Colore ambrato. Naso intenso con note di albicocca, fichi secchi, miele e agrumi canditi. In bocca è dolce ma bilanciato da una buona acidità.
Perché funziona a Pasqua:
I dolci pasquali sono aromatici, complessi, spesso importanti.
Perfetto con:
• pastiera
• colomba
• dessert a base di agrumi
👉 Non deve sovrastare, ma accompagnare con eleganza.
Un abbinamento pasquale ben costruito segue una regola semplice:
• si parte fresco
• si cresce in struttura
• si chiude con equilibrio
👉 Senza mai appesantire.
A Pasqua il vino non deve essere protagonista, ma nemmeno comparsa. Deve fare una cosa precisa:
👉 accompagnare ogni piatto migliorandolo.
Perché quando l’abbinamento funziona davvero, succede sempre la stessa cosa: il cliente non lo nota… ma finisce il bicchiere.


