La dieta alcalina: tutta questione di Ph

Sempre più spesso si sente parlare della dieta alcalina, ma non tutti sanno di che cosa si tratta e in che cosa consiste il regime alimentare dettato da questa pratica alimentare. Conosciamo meglio come funziona la dieta alcalina, cosa è possibile mangiare e quali invece i cibi da limitare.
 
La dieta alcalina privilegia l’assunzione di “alimenti alcalini” – come vegetali, frutta fresca, succhi di frutta, tuberi, noci e legumi – limitando gli “alimenti acidi”, come cereali, carni e formaggi; sono inoltre sconsigliati alcolici, bevande gassate tipo cola e cibi molto salati.
 
Questa dieta è stata ideata da Robert O. Young, naturopata e nutrizionista. Si basa sulla conoscenza di un parametro fondamentale per il nostro organismo quale è il Ph.
 
dieta alcalina
 
La dieta alcalina parte dal presupposto che il nostro organismo è una macchina perfetta che per funzionare bene ha bisogno di equilibrio. Per ottenerlo, secondo questa teoria, è bene agire sul pH del corpo, per evitare che le cellule sane possano degenerare o il sistema immunitario dia la possibilità a germi e batteri di proliferare. Per mantenere tale equilibrio è necessaria una giusta alimentazione e magari idratandosi con un’acqua alcalina e/o ionizzata con lo scopo di disintossicare e rivitalizzare il nostro corpo.
 
Dopo le precedenti premesse possiamo dire quindi che la dieta alcalinizzante si basa soprattutto sull’utilizzo di verdura e frutta, alcuni cereali e legumi, noci e semi oleosi, germogli, acidi grassi essenziali come quelli che si trovano nell’olio di lino e nell’olio d’oliva (omega 3 e omega 6).
 
Ricapitolando quando si segue una dieta alcalina o alcalinizzante bisogna aumentare l’introito di: noci, mele, limone, semi oleosi, uva, carote, cavolfiori, peperoncino, lattuga, sedano, bietole, barbabietole, spinaci, broccoli, ravanelli, cavoli, cetrioli, aglio, miglio, amaranto, quinoa, curry, salvia, rosmarino, zenzero, semi di finocchio, semi di cumino, olio evo, olio di lino, rape, miglio, funghi, avocado, germogli di fagioli.
 
Ma come ci sono cibi più indicati, ci sono anche dei cibi che non sono per forza devono essere eliminati completamente, ma l’importante è saper trovare il giusto equilibrio alimentare evitando l’eccessiva formazione di acidi all’interno del nostro organismo.
Ma allora vediamo quali sono questi cibi da non assumere troppo spesso:
 
zucchero, miele, pane e pasta, riso, orzo, fagioli bianchi, ceci, segale, avena, farro, lenticchie, frumento, mais, alimenti fermentati, formaggio e latte, alimenti raffinati o trattati, lieviti, alimenti cotti o scaldati al microonde, carne, pesce, uova.
 
dieta alcalina

Generalmente comunque la dieta alcalina consiglia di prediligere ogni giorno un 70-80% di alimenti alcalini a fronte di un 20-30% di alimenti acidi. Le verdure andrebbero mangiate sempre almeno in parte crude.
 

Dieta alcalina: i vantaggi

vari studi che evidenziano l’importanza di consumare ogni giorno una buona quantità di alimenti alcalini per prevenire l’osteoporosi, la debolezza muscolare associata all’invecchiamento (la funzionalità renale e con essa la capacità di eliminare l’eccesso di idrogenioni si riduce con la vecchiaia) e la formazione di alcuni tipi di calcoli urinari (come quelli costituiti da acido urico, cistina e ossalati di calcio).
Una dieta alcalina, inoltre, aiuta a contrastare la perdita di calcio dovuta all’eccessiva assunzione di sodio (largo uso di alimenti salati) ed in tal senso è utile per le donne nel periodo postmenopausale, specie se a rischio osteoporosi.
 

Gli effetti collaterali:

la dieta alcalina – a causa dell’elevato apporto di potassio che la caratterizza – è controindicata per i pazienti colpiti da malattie renali o che assumono diuretici risparmiatori di potassio.
Si consiglia di consultare un medico in presenza di malattie cardiache o assunzione di medicinali, per accertarsi che non vi siano controindicazioni o interferenze.
L’integrazione con agenti alcalinizzanti a dosi elevate è una comune causa di disturbi gastrointestinali.
 
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