Niko Romito sbarca al Bulgari di Milano

Leonardo Felician

Leonardo Felician

Il lusso si sposa con un’esperienza gourmet inimitabile: questa è la lezione dell’Hotel Bulgari di Milano, capostipite di una piccola catena di hotellerie di lusso che ha messo radici a Londra, Bali, Pechino, Dubai e Shanghai e sta per aprire anche a Parigi, Mosca e Tokyo. Il successo di questa iniziativa del notissimo brand della gioielleria, una casa fondata a Roma nel 1884 e ora parte del gruppo LVMH, una multinazionale francese con sede a Parigi proprietaria di oltre settanta marchi di alta moda.

L’avventura di Bulgari nel settore dell’hotellerie è nata nel 2004 a Milano per opera di Attilio Marro, chiamato a dirigere il primo dei Bulgari Hotel, a quel tempo una scommessa e un’immagine da creare, perché non è mai facile dare personalità a un’iniziativa diversa quando il marchio principale è così forte come appunto Bulgari nel settore della gioielleria. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: questo piccolo boutique hotel a cinque stelle si è imposto come il luogo di incontri di tutta Milano, ed è difficile non conoscerlo per la sua ristorazione, per i suoi aperitivi, per gli eventi che spesso vi si tengono, al punto che il contributo della ristorazione sul fatturato complessivo è decisamente superiore a quello dell’ospitalità alberghiera.
 
Ristorante Bulgari Milano

Il successo di Bulgari

La ragione sta anche nei numeri: 450 ospiti al ristorante, che salgono anche a 700-800 persone in estate quando all’aperto nel giardino gli spazi si moltiplicano, mentre le camere sono soltanto 58, tra cui 11 grandi suite, disposte su quattro piani, con il quinto dedicato alla suite di bandiera, la lussuosa suite Bulgari da 100 metri quadrati. Attilio Marro segue ora come General Manager il Gruppo con tutti i suoi alberghi, comprese le impegnative nuove aperture, mentre a guidare il Bulgari Hotel di Milano è stato chiamato sei mesi fa Vincenzo Falcone che ha dovuto intraprendere la sfida di innovare un format di enorme successo e una macchina operativa non banale, con 130 dipendenti e un inusitato rapporto di più che 2:1 sul numero delle camere, tipico dei grandi resort in Asia o degli hotel di lusso con una grande ristorazione: al ristorante operano olre 35 persone coordinate dalla simpatica e dinamica Restaurant Manager Anca Elena Buric.

Niko Romito a Bulgari Milano

La novità che da qualche mese si è imposta è l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta di ristorazione grazie alla collaborazione con l’archichef Niko Romito, quarantaquattrenne abruzzese che a Castel di Sangro insieme alla sorella dirige il suo ristorante insignito con ben tre stelle Michelin. Dopo le aperture di Pechino, Shanghai e Dubai, il consulente chef del gruppo Bulgari si è rivolto di nuovo all’Italia con l’intento di creare per una cucina che fonda il classico e il moderno della cucina italiana e in cui si percepisca il gusto e l’essenza del “made in Italy” in ogni elemento e in ogni momento, riscoprendo i sapori semplici che sono nella nostra memoria fin da bambini.
 
Niko Romito Bulgari

Un delicato lavoro di affinamento di procedure classiche alla ricerca dell’innovazione accompagna gli ospiti della zona gourmet del ristorante, una decina di tavoli nel “ring alto” dietro alla zona bar dove si serve una ristorazione più veloce. Dietro a nomi di piatti che possono apparire perfino banali, come antipasto all’italiana, una lasagna leggera e contemporanea, il vitello alla milanese dall’impanatura perfetta, i ravioli di patate con gamberi rossi e seppie, il tiramisù o una rivisitazione del pane e cioccolata, fa capolino un viaggio tra i sapori unici e raffinati della penisola, che include creazioni uniche e tecnicamente difficili dello Chef Niko Romito, come l’assoluto vegetale, che sembra una semplice brodo in tazza, fatto con sedano, carote, cipolla, una goccia di champagne, olio e una foglia di salvia, ma realizzato del tutto senza acqua con un procedimento lento e unico di estrazione dalla verdura.
 
Bulgari Milano

L’importanza delle materie prime

La selezione delle materie prime è maniacale: il pane e i grissini al miele sono fatti in casa in Abruzzo con farine antiche e pochissimo glutine, così come la pasticceria e la pasta. È una cucina basica cucinata con tecniche di preparazione innovative: lo si percepisce nel saluto della cucina, chips di polenta con crema di porro, tartufo bianco e parmigiano, nello scampo grigliato con crema di patate, aglio, olio, peperoncino e insalatina croccante con polvere di corallo, nel merluzzo con maionese di patate e peperoni, nel filetto di manzo al pepe nero, nei tortelli ricotta e spinaci con burro manteca, e finanche negli spaghetti al pomodoro che nonostante il nome sono tutt’altro che un piatto banale.

Aperto a pranzo e a cena il Ristorante Niko Romito del Bulgari Hotel Milano con una settantina di coperti in tutto è arredato con elegante semplicità per creare un ambiente raffinato e informale, lussuoso ma poco appariscente, proprio come nello stile di Bulgari, in cui ci si sente subito a proprio agio: nei mesi della bella stagione si può mangiare anche all’aperto con vista sul giardino che è uno dei punti di forza dell’hotel: alberi e arbusti creano una successione di camere a cielo aperto che si susseguono in un percorso unico, con quattro lievi terrazzamenti di cui tre seminati a erba. Qui il rito dell’aperitivo è un piacevole momento di incontro e del relax dopo il lavoro nel centro di Milano.

Courtesy: Leonardo Felician


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