RETHINK: la rivoluzione del 2021 e il ruolo della ristorazione

Come spiegato in un precedente articolo, è in atto una vera e propria rivoluzione che sta investendo anche la ristorazione. Per leggere l’articolo, qui. Dunque, Si aprono così nuovi scenari: quale sarà il ruolo della ristorazione in questo cambiamento?
 

Il ruolo della ristorazione

Per il cliente del 2021 conta davvero l’ecologia e la sostenibilità. E questa particolare attenzione influisce sul suo comportamento. Perciò, il ruolo della ristorazione, nonchè quello delle aziende, è fondamentale. Devono saper ispirare fiducia nel nuovo consumatore e cliente, spingendoli così a scegliere il proprio brand o il proprio ristorante.
 
Gli italiani del 2021 sono pronti a scegliere servizi e prodotti da aziende che si impegnano davero nell’avere un impatto positivo non solo sul piano sociale, ma anche ecologico. Infatti, viene prestata attenzione ai consumi energetici e all’impatto ambientale dei prodotti. E sono soprattutto le giovani generazioni ad operare scelte consapevoli. Il tutto sulla base di un’informazione scientifica. E con la preoccupazione di un futuro migliore.
 
Infatti, la scienza gode di un ruolo centrale. E sono cresciute le vendite dei prodotti dei marchi o i ristoranti che dimostrano un impegno in favore della sostenibilità. Insomma, la responsabilità sociale così come quella ambientale sta diventando il nuovo paradigma che impatta l’intero comparto ristorazione che non può più rimanere indietro. E deve promuovere il cambiamento per evitare di essere escluso o subirlo da impreparato.
 
ristorazione ecologia
 

Know-how

È chiaro che i clienti del 2021 si aspettano che anche la ristorazione si attivi. Perciò è importante non solo comunicare. Ma scegliere anche come comunicare i valori della propria azienda o attività, narrando ciò che si sta facendo e targetizzando il cliente.
 
Quindi, il Covid ha velocizzato un cambiamento già in atto e che non sembra transitorio, il quale coinvolge soprattutto le aziende produttrici di beni e servizi, da cui ci si aspetta delle risposte in linea con le nuove esigenze.
 

Lo storydoing

Con il ritorno a una dimensione etica, il cliente maturo pretende chiarezza e trasparenza da parte della ristorazione. Lo storytelling sembra essere ormai soppiantato dallo storydoing. Ora, si chiede di passare dal dire al fare. Non bisogna più solo comunicare, ma anche creare prodotti e servizi che rappresentino le soluzioni richieste dal cliente del 2021.
 
E per essere utili, la ristorazione deve ascoltare. E di conseguenza proporre soluzioni che migliorino la vita del cliente, rendendolo poi co-protagonista del racconto. Lo storydoing è dunque il narrare attraverso i fatti. Si tratta di una vera e propria rivoluzione concettuale.
 
Non c’è più un cliente distaccato a cui bisogna vendere. Ma un insieme che va a migliorare la propria azienda, sia essa di food&beverage che di attrezzature. Il cliente diventa ambassador dell’azienda, cioè portavoce, instaurando così un rapporto di fiducia.
 
Fare storydoing significa narrare in tempo reale ciò che l’azienda o il ristorante sta facendo. E i social hanno un ruolo fondamentale. Che cosa significa per l’intero comparto ristorazione? Lo storydoing è una perenne call to action da attivare immediatamente sui propri social.
 
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Tecnologia e natura

Sembrano due opposti. Ma il 2021 vede un connubio perfetto tra queste due dimensioni. Infatti, come spiegato prima, è cambiato l’approccio nei confronti della rete che diventa luogo di comunicazione, condivisione, ma anche canale di vendita. Per le aziende food e attrezzature, così come per i ristoratori, la presenza online non è più una scelta, ma un must.
 
E soprattutto una richiesta che deriva proprio dal cliente che vuole una relazione diretta con il ristoratore. Così come conoscere la filiera produttiva essendo sempre più attento a quello che compra o consuma.
 

Responsabilità sociale e ambientale

Dunque, sulla base di questa nuova consapevolezza, sono molto amati i brand che operano secondo responsabilità sociale ed ambientale. Fondamentali per lo storydoing, i viaggi virtuali che permettono di scoprire l’etica delle aziende. Ma investire nella rete, significa soprattutto pensare al marketing. Perché permette di fidelizzare il cliente, dando valore al proprio brand e legando il prodotto ad un’esperienza.
 
Anche viaggi reali, che permettono esperienze immerse nella natura per riscoprire un’agricoltura sana instaurano un rapporto di fiducia con il cliente.
 
E dove si comprerà? Nel proprio mercato di quartiere, dai piccoli produttori ma anche online. Molto apprezzati i ristoratori che si riforniscono direttamente dai produttori, non solo optando per il km0, ma anche per prodotti sfusi che non utilizzino imballaggi. Il cliente del 2021 predilige frutta e verdura di stagione, non solo perché sono più buone e nutrienti, ma perché più ecologiche.
 
Tendenza che ha investito anche i menù dei ristoranti. Dove non ritroviamo solo materie prime di qualità, ma anche prodotti locali e di stagione. Nella ristorazione, vi è una riscoperta della natura e del profondo rispetto verso di essa. Offrendo così al cliente un’esperienza sana e naturale, oltre che di qualità.
 
E in cucina, si fa sempre più attenzione all’energia prediligendo attrezzature con consumi energetici ridotti, che permettono non solo di essere ecologici, ma anche di risparmiare. Inoltre, la ristorazione si è ritrovata in una situazione a dir poco drammatica a causa del Covid-19. Ma si dice che da grandi crisi nascano grandi opportunità. La strada dell’innovazione e quindi della sostenibilità ad oggi, sembra essere quella che tutti dobbiamo percorrere per migliorare il nostro futuro.
 
ristorazione natura
 

Attrezzature e tecnologia

Sostenibilità ambientale e sociale significa uso efficiente delle risorse aziendali. Così come economia circolare, tutela della biodiversità e riduzione dell’inquinamento. Dunque, non si tratta solo di comportamenti etici. Chi investe in tecnologie avanzate rispettose dell’ambiente e introduce sistemi di produzione più puliti e meno energivori, ha anche un guadagno concreto tradotto anche in risparmio e non solo in reputazione.
 
Stime riportano che grazie a un investimento in attrezzature sostenibili, il risparmio è del 40% in energia elettrica, una riduzione fino al 30% del fabbisogno di spazio in cucina e un consumo del 10% di materie oltre a un minor utilizzo di detergenti chimici per la pulizia.
 
Da segnalare anche gli IoT cioè l’Internet of Things (l’internet degli oggetti). Sono oggetti “intelligenti” dotati di tecnologia avanzata. Utile è creare interconnessioni tra queste attrezzature perchè consentono di monitorare in modo facile i processi di cottura, refrigerazione e conservazione, rendendo così più semplici i controlli sulla sicurezza e molto altro ancora.
 

Il plastic free e l’antispreco

Infine, un altro imperativo del 2021 è il plastic free, che riguarda soprattutto i packaging. Questi ultimi, utili anche a un’altra regola fondamentale: non sprecare il cibo. Il cibo viene riciclato anche grazie alla cucina del recupero, oltre a porre attenzione alla raccolta differenziata.
 
Nascono così nuove forme ristorative. Ma anche nuove ricette: soluzioni creative, buone ed etiche, che il cliente del 2021 apprezza. È sempre più cruciale parlare di cibo buono, di qualità, che nutre e che è locale.
 
E la pandemia ha incentivato ancora di più il concetto di salute. Anche quando si parla di cibi pronti. Infatti, la tendenza attuale segna una propensione all’acquisto di kit già pronti (quindi anche antispreco), specie nelle aree del terziario. L’importante è che propongano soluzioni sane, di qualità, diversificate e anche in chiave bio.