Ristorazione: tra proteste e speranze. Cosa accadrà nel prossimo mese?

La ristorazione è in profonda crisi. E continuano le protese in tutta Italia. L’incontro tra Governo e Regioni è atteso da tutti. Ma un quadro completo è difficile da delineare. Specie su ciò che accadrà da qui a un mese.
 

La riapertura

Il Governo ha chiarito che le future decisioni verranno valutate in base ai dati dei contagi per Covid-19. Dunque, ancora una volta, nessuna certezza in merito alle misure e ai tempi. E gli scenari futuri dipenderanno esclusivamente dai dati epidemiologici. Almeno. Questo è quanto.
 
Va da se che molto dipenderà anche dalla campagna vaccinale. La quale vede protagonisti anche tagli nelle forniture delle dosi e nuove indicazioni operative. Infatti, non solo l’Agenzia europea del farmaco ha fornito nuove indicazioni proprio su AstraZeneca. Ma si punta comunque a raggiungere – entro fine mese – le 500 mila somministrazioni al giorno.
 
Ma in questo quadro complesso, c’è comunque una speranza data dalla quotidiana lotta per mantenere sotto controllo i contagi. E su quella per accelerare la vaccinazione. Speranze che aiutano anche a delineare, quindi, lo scenario della ripartenza. Specie dei viaggi – e quindi del turismo – così come dei ristoranti.
 
La pressione per riaprire sta crescendo. Dopo la manifestazione davanti al Parlamento di martedì 06 aprile 2021, sono proseguite le proteste dei ristoratori, da Nord a Sud. Coinvolgendo anche commercianti e abulanti.
 
ristorazione
 

Il Governo

Il Ministro Mario Draghi ha annunciato che vorrebbe riaprire, ma in sicurezza. E Forza Italia insiste per provare a riaprire già a metà mese. La questione è finita sul tavolo della conferenza Stato-Regioni-Comuni-Province. Al termine, il Ministro Draghi è intervenuto in conferenza stampa.
 
Draghi afferma: “Non ho una data per le riaperture. Dipende da contagi e vaccinazioni. Ho visto Salvini e le Regioni, Anci, poi anche Bersani. C’è un equlibrio. Normale chiedere aperture. La migliore forme di sostegno all’economia sono le aperture. Ne sono consapevole. Naturalmente condannare la violenza, ma capisco la disperazione a l’alienazione di chi protesta. Voglio vedere nelle prossime settimane di riaprire in sicurezza a partire dalle scuole, obiettivo è un mese di presenza».
 
Il Ministro ha anche aggiunto: “Penso a un piano di riapertura delle fiere e degli eventi. È il miglior messaggio di fiducia al paese. Stiamo guardando al futuro delle prossime settimane”. E nella proposta che i governatori leghisti stanno perfezionando rientrano i ristoranti aperti anche a cena nelle regioni con dati da zona gialla e fino alle 18 in quelle arancioni. A patto di avere tavoli distanziati, cinema e teatri con ingressi contingentati.
 
Sugli spettacoli sta lavorando il ministro dei beni Culturali Dario Franceschini, che ha chiesto un incontro al Comitato tecnico scientifico per sottoporre agli esperti il nuovo protocollo per gli show dal vivo: più spettatori rispetto all’estate scorsa (200 al chiuso e mille all’aperto), tampone negativo per accedere e mascherina Ffp2.
 
La Ministra per gli Affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini, invece afferma: “Aperture ci saranno. Soprattutto da maggio, forse qualcosa già dal 20 di aprile si potrà riaprire”.
 

 

30 aprile: decreto e stato di emergenza scadranno

Venerdì 30 aprile, scadrà il decreto legge attualmente in vigore che ha confermato la sospensione delle zone gialle e lo stop agli spostamenti tra le Regioni. Non solo. A fine mese ci potrebbero essere delle novità anche sullo smart-working. E se lo stato d’emergenza non fosse stato prorogato, sarebbe terminata la procedura semplificata introdotta dal governo Conte che consente ai datori di lavoro di decidere in maniera unilaterale sul ricorso al lavoro agile.
 

Protocollo sulla sicurezza sul lavoro

Il 30 aprile è vicino. È probabile che il Governo decida di percorrere la strada di un’ennesima proroga. Intanto nel Protocollo di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid negli ambienti di lavoro del 6 aprile, si legge che “con riferimento a quanto previsto dal Dpcm 2 marzo 2021, articoli 4 e 30, limitatamente al periodo dell’emergenza dovuta al Covid-19, le imprese potranno, avendo a riferimento quanto previsto dai Ccnl e favorendo così le intese con le rappresentanze sindacali aziendali, disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli dei quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso al lavoro agile e da remoto”.
 

 

Il ministro del Turismo, il leghista Massimo Garavaglia, spinge per delineare una prospettiva di riaperture delle attività economiche nel Paese. In un recente incontro alla Stampa estera, ha chiesto fin da subito una road map per consentire agli operatori di organizzarsi.
 
Quando riapriranno gli alberghi? «È la domanda delle domande, quella che abbiamo fatto nell’ultimo Consiglio dei ministri. Ci è stata data ampia rassicurazione che è intenzione del governo arrivare a una programmazione per l’estate”.
 
Il ministro non ha fornito indicazioni certe sulla ripartenza. Ma ha ricordato che “l’anno scorso abbiamo aperto a metà maggio. Non vedo perché non possa essere così anche quest’anno”. In un altro passaggio della conferenza stampa, Garavaglia ha ipotizzato anche un’altra data per una ripartenza complessiva del Paese. E la ripresa del turismo estero.
 
“Non sono in grado di dare una risposta certa sulle date. Però in Francia Macron dice che il 14 luglio apriranno tutto. Noi abbiamo il 2 giugno come festa nazionale. E speriamo che sia la data giusta”. Sempre rimanendo al turismo, una data da segnare in agenda è il 15 giugno quando, stando alle indicazioni del commissario europeo Thierry Breton, esordirà il certificato verde della Ue.