Addio barriere architettoniche: come promuovere la ristorazione inclusiva

Avv. Barbara Calza

Avv. Barbara Calza

Il tema dell’eliminazione delle barriere architettoniche nell’ambito della ristorazione non è nuovo. L’argomento non si limita alle barriere architettoniche in senso stretto (pur evidentemente importanti). Si riferisce anche a quelle barriere che prevengono o rendono difficile l’esperienza culinaria in caso di disabilità diverse da quelle motorie.

Ad esempio, in caso di disabilità sensoriali. Barriere tali da imporre ai ristoratori una sempre maggiore attenzione nell’organizzazione degli spazi e della propria attività ed anche nella formazione di personale preparato.

barriere architettoniche

La normativa italiana e le barriere architettoniche

La normativa di riferimento è Legge 104/92 che, all’articolo 24, rimanda al DM 236/89 – “Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica, al fine del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche”.

In linea generale, in caso di opere edilizie la normativa prevede un obbligo per il ristoratore di eliminare gli ostacoli interni al locale, sia attraverso criteri di progettazione per l’accessibilità di unità ambientali e componenti sia dando indicazioni circa le relative specifiche dimensionali. In particolare, è previsto che i locali debbano inoltre essere dotati di servizi igienici utilizzabili anche da persone con disabilità motorie.

Elementi chiave per l’accessibilità dei ristoranti

Occorre segnalare, peraltro che, per i ristoranti, la normativa prescrive in particolare il requisito della “visitabilità”, inteso come un livello di accessibilità limitato ad una parte più o meno estesa della struttura, dell’edificio o delle unità immobiliari. Insomma, che consenta ogni tipo di relazione fondamentale anche a persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.

Ne consegue, pertanto che, queste strutture devono essere accessibili in tutti gli spazi comuni e in una parte degli spazi destinati alle attività prevalenti. Ciò significa che non è richiesto che siano accessibili tutte le zone di un ristorante, ma che almeno una parte lo sia e che per posizione, dimensioni ed attrezzature ci si sia attenuti ai richiesti standard progettuali.

barriere architettoniche

9 elementi per rendere il locale accessibile ed eliminare le barriere architettoniche

Riassumendo, quindi, gli elementi principali da tenere in considerazione, sia nella realizzazione di nuovi locali sia in caso di ristrutturazione/adeguamenti degli stessi, possono essere così sintetizzati:

–    accessibilità fisica, intesa come l’eliminazione di barriere architettoniche (gradini, rampe di accesso), o la previsione di porte ampie e spazi sufficienti tra i tavoli per la circolazione;

–    parcheggio, attraverso la previsione di spazi riservati vicino all’ingresso del ristorante;

–    servizi igienici progettati per essere accessibili alle persone con disabilità;

–    menù accessibile, ad esempio mediante l’utilizzo di audio menu o di menu in versione in Braille;

–    formazione e sensibilizzazione del personale sull’importanza dell’inclusività e sulla migliore prassi per fornire un servizio di qualità a tutte le persone, comprese quelle con disabilità. Questa formazione dovrebbe includere l’apprendimento sulle diverse tipologie di disabilità, le modalità di comunicazione efficaci e le pratiche per garantire un’esperienza positiva per tutti i clienti;

–    comunicazione accessibile, attraverso la messa a disposizione di informazioni importanti, come orari di apertura e menu, in formati accessibili a persone con disabilità sensoriali (testo ingrandito o comunicazione tramite dispositivi di assistenza);

–    spazi di seduta accessibili (tavoli ad altezza regolabile e sedie con braccioli rimovibili);

–    illuminazione adeguata all’interno del ristorante per facilitare la visibilità per tutti i clienti;

–    segnaletica chiara e intuitiva per guidare le persone con disabilità attraverso lo spazio del ristorante.

Promuovere l’inclusione attraverso la formazione e l’assunzione

Un ultimo consiglio: valutare la disabilità anche in relazione al proprio staff. Offrire tirocini formativi a persone con disabilità o anche assumendo lavoratori con queste caratteristiche. La legislazione italiana offre incentivi alle aziende che assumono persone con disabilità.Ci sono sgravi fiscali fino al 70% del salario per 5 anni nel caso di contratti a tempo indeterminato e un anno, per i contratti a termine. Ci sono inoltre numerose associazioni, enti di formazione professionale, servizi e cooperative in grado di organizzare esperienze di questo tipo. Lo fanno assistendo il ristoratore nella selezione dei candidati e accompagnandolo nella formazione.

L’obiettivo finale è la promozione di una cultura dell’inclusione all’interno della società nel suo insieme. Quindi è possibile anche nel mondo della ristorazione, creando ambienti accoglienti e promuovendo il rispetto reciproco.


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