Spritz l’ultimo dell’anno per brindare, spritz tutto l’anno!

Di Paolo Bianchi

Di Paolo Bianchi

Se c’è un drink, a base di vino, che sta spopolando negli ultimi anni è senza dubbio lo Spritz. Non c’è vero brindisi senza le bollicine e se è vero che quello che si fa l’ultimo dell’anno lo si fa tutto l’anno è bene pensare a cosa mettere nel bicchiere perchè sarà il drink che ci accompagnerà nel 2020.

Se è vero che il miglior modo per degustare un calice di Prosecco, per ammirare il suo perlage fitto e persistente che risale dal fondo, è quello di non miscelarlo con niente per esaltare la sua essenza fatta di nuance floreali e di sentori di frutta a polpa bianca, è altrettanto vero che il bere miscelato è sempre più in voga.

L’arte della miscelazione vede i grandi Bartender alle prese con idee creative dedicate a quanti ricercano il piacere di una nuova esperienza fatta di emozioni gustative ed olfattive. E allora che fare per il nostro brindisi di fine anno?
Brindare con lo Spritz!

Alcune fonti affidabili indicano che molto probabilmente lo Spritz nasceva nel corso delle torride ed umide estati veneziane del secolo scorso, per mitigare la sete senza rinunciare ad un “cicchetto” alcolico. All’epoca si trattava di un tozzo bicchiere di vino cui era aggiunta acqua ghiacciata. La ricetta originale dello Spritz era semplicemente questa: vino, spesso frizzante, ed acqua gelata. Semplice vero?

 
SPrtiz Aperol Friends
 

Oggi, invece, siamo di fronte a decine e decine di variazioni sul tema, in quanto lo Spritz, come tutte le bevande gradite al grande pubblico, sono soggette alla fantasia di chi le prepara, e, di conseguenza, delle mode.

Tanto è vero che di questo drink esistono decine di versioni nate dalla fantasia di Barman, professionisti nell’arte della miscelazione, e dai desideri, spesso contorti, della propria clientela. Un connubio di creatività e professionalità che ha fatto sì che oggi lo Spritz spopoli nei banconi dei Bar di tutta Italia come un cocktail multiforme e colorato che nasce da ingredienti diversi ed originali.

 
Spritz Aperol Venezia
 

Meglio così perchè il nostro “Spritz l’ultimo dell’anno, Spritz tutto l’anno” potrà esser mantenuto pur bevendo tanti diversi drink durante il 2020, senza mai annoiare il nostro gusto anzi esaltandolo insieme alla fantasia del nostro barman di fiducia.

Vediamo allora alcune ricette e varianti.
Partiamo dall’ormai classico Aperol Spritz, con Prosecco ed Aperol, per passare al Campari Spritz, con Prosecco e Bitter Campari, per poi finire con lo Spritz Cynar, a base di Prosecco e Cynar, l’aperitivo a base di carciofo. Se poi lo preferite nella versione alla francese, provate ad usare del buon vino rosato, pochi grammi di crema di ribes e colmate con acqua di soda; guarnite infine con uno spiedino di fragole fresche.

I puristi dello Spritz porteranno le mani alle orecchie e grideranno all’oltraggio, alla lesa maestà, qualcun altro lo taccerà di eresia, ma lo Spritz, incurante di questi, continua ad evolvere e a cambiare, ed oggi, una delle ultime varianti lo vede prendere anche un nome proprio specifico: “Hugo”.

 
Spritz Hugo
 

La sua preparazione prevede un capiente bicchiere da vino bianco colmo di ghiaccio cristallino, 1/3 di Prosecco, 1/3 di Sciroppo ai fiori di Sambuco, 1/3 di soda. E la guarnizione? Fette di mela verde Grammy Smith e germoglio di menta fresca.

Bene, ora siete pronti per lanciarvi in un giro tra i Bar ed i locali di tutto il Belpaese con le idee un po’ più chiare e pronti per scoprire e gustare lo Spritz in tutte le sue varianti.

“Lo Spritz non ha alte gradazioni poiché si aggira intorno agli 11° – spiega Paolo Bianchi, consigliere nazione FIB (Federazione Italiana Barman) – ma bevete sempre e comunque con moderazione, perché soprattutto se siete a Venezia dove lo Spritz è di casa, un bagno in Canale non è davvero consiglia- to risalire sarà un’impresa molto ardua e sicuramente non il modo migliore per iniziare il 2020”.

 
Spritz Aperol


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