Luca Zaia celebra la vittoria del Prosecco: il Regolamento dell’UE protegge il nome Prosek nel Veneto

Il nome Prosek è ora al sicuro nelle terre del Veneto, grazie all’intervento risoluto del Regolamento dell’UE sulle indicazioni geografiche (IG). Luca Zaia, presidente della Regione del Veneto, annuncia con soddisfazione la pubblicazione del testo ufficiale su Gazzetta Ufficiale Europea. Questa decisione segna la fine di una lunga battaglia legale per proteggere l’identità del Prosecco e scongiurare la confusione tra i consumatori.

Luca Zaia celebra la vittoria del Prosecco/ il Regolamento dell'UE protegge il nome Prosek nel Veneto

Il Regolamento UE che ha messo a tacere la questione

Il nuovo Regolamento dell’UE ha posto fine alla possibilità che il nome “Prosek” venga utilizzato in Europa per indicare un vino che non ha nulla a che fare con il Prosecco autentico della regione veneta. Questo è il risultato di uno sforzo collaborativo tra istituzioni, associazioni di categoria e consorzi, che hanno lavorato instancabilmente per difendere non solo un brand, ma un’intera tradizione enologica che incarna la storia e l’identità del Veneto.

La soddisfazione di Luca Zaia

«Prosek dossier chiuso: questo nome è nostro e nessuno potrà mai utilizzalo in Europa come “menzione tradizionale” per indicare un vino che vuole solamente evocare le nostre bollicine, ma non ha nulla di Veneto. Il nuovo Regolamento europeo sulle indicazioni geografiche Ig mette, quindi, la parola fine a una sgradevole vicenda e questo risultato è frutto di una grande lavoro di squadra tra istituzioni, associazioni di categoria e consorzi che in tutte le sedi hanno difeso non solo un brand, ma un vino che esprime la storia e l’identità del Veneto». Così ha commentato il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia.

Un patrimonio storico e culturale protetto

Luca Zaia sottolinea l’importanza storica e culturale del nome “Prosecco”, che risale al XIV secolo, con riferimenti geografici che attestano l’antica origine del vino. Questa decisione non è solo una vittoria legale, ma anche un riconoscimento dell’eredità millenaria delle terre del Prosecco, che sono state recentemente dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2019.

Garanzia di qualità per i consumatori

La protezione del nome “Prosek” garantisce ai consumatori una chiara indicazione dell’origine e della qualità del Prosecco. Evitare l’uso ingannevole del nome protegge non solo gli interessi economici dei produttori veneti, ma anche la fiducia dei consumatori nel prodotto che stanno acquistando.

L’impegno di Luca Zaia per la causa

E il governatore Zaia continua: «Ci tengo anche a ricordare che Prosek è un nome che ci appartiene. C’è una riserva del nome con un decreto del 2009 che firmai quand’ero Ministro, riconosciuto dall’Europa, e c’è il pronunciamento dell’Unesco che, nel 2019, ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità le Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene. Ma c’è pure una motivazione storica: le prime citazioni del nome “Prosecco”, con riferimento al vino, risalgono infatti al XIV secolo, ed esiste una cartina geografica storica in cui la città di Prosecco, situata poco a occidente di Trieste, è denominata Proseck, in ragione dell’assoggettamento, in quel periodo storico, dell’area al dominio asburgico».

Luca Zaia celebra la vittoria del Prosecco/ il Regolamento dell'UE protegge il nome Prosek nel Veneto

Una vittoria per il Veneto e per l’Europa

Il Regolamento dell’UE sulle indicazioni geografiche rappresenta una pietra miliare nella difesa delle tradizioni enologiche regionali. La chiusura del dossier Prosek è una vittoria per il Veneto e per tutti coloro che hanno lavorato instancabilmente per proteggere l’identità e la reputazione del Prosecco. Questo risultato conferma l’importanza di salvaguardare le indicazioni geografiche e promuovere la trasparenza e l’autenticità nel mercato vinicolo europeo.


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