Il topinambur

Alessandro Circiello

Alessandro Circiello

Chiamato anche pera di terra, tartufo di canna, patata del Canadà, patata selvatica, girasole tuberoso, carciofo del Canadà, fior di sole, il topinambur (Helianthus tuberosus) è arrivato in Europa con la scoperta dell’America. Le prime notizie risalgono alla metà del 1500 e nel 1617 approdò in Inghilterra, preso dal Giardino Farnese di Roma, dove era coltivato da tempo sotto il nome di “girasole articolo” per i fiori simili a piccoli girasoli e il gusto simile a quello del carciofo che in francese si chiama artichaud.
 
Cresce spontaneo nelle praterie occidentali del Nord America e Canada, così come cresce spontaneo e in parte inselvatichito nelle nostre regioni, infatti al suo arrivo in Europa ebbe più fortuna della patata e fu subito usato per l’alimentazione umana, mentre la patata era usata come foraggio per gli animali.
 
Una volta sdoganata la patata ebbe tanto successo che il topinambur fu dimenticato e rimase una coltura di nicchia, ma oggi si potrebbe sperare in una giusta rivalutazione infatti ha tutte le carte in regola per svolgere il ruolo di temibile concorrente per la patata.
 

Oltre a un sapore veramente gradevole infatti il topinambur ha proprietà energetiche che lo rendono adatto all’alimentazione di convalescenti, anziani e bambini, oltre che di diabetici. Ma soprattutto, poiché l’organismo umano non utilizza il suo principale carboidrato, il contenuto calorico è pressoché nullo e questo è un grandissimo pregio in una società come la nostra in cui la tendenza principale è l’eccesso di calorie.
 
Se vogliamo ancora approfondire la conoscenza di questo stupendo tubero ricordiamo che contiene un lactobacillus utile alle donne che allattano poiché migliora le difese del sistema immunitario.
Quest’ultima notazione dovrebbe farci riflettere: oggi non si pensa più alle puerpere né si parla mai del latte materno, invece un mondo che fa attenzione alla creazione della vita è senz’altro un mondo migliore.
 
Per quanto riguarda la preparazione, dopo la raccolta i topinambur devono essere spazzolati accuratamente per eliminare ogni traccia di terra, lavati sotto l’acqua corrente.
Possono essere consumati crudi, sbucciati, tagliati a fettine sottilissime e conditi con olio e pepe, oppure si possono usare in tutte le ricette che valgono per le patate.
 


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