Fipe: “Si chiudono i pubblici esercizi, ma il virus circola altrove”

Fipe-Confcommercio denuncia a gran voce lo stato di crisi in cui riversa la ristorazione. E lamenta le decisioni prese riguardo alle restrizioni.
 
Aldo Cursano, vice presidente vicario di Fipe prende parola. E sostiene: “Da mesi, dinanzi ai contagi che crescono, denunciamo l’inefficacia di misure di contrasto della pandemia che hanno un unico leit motiv: la chiusura dei pubblici esercizi.
 
E prosegue: “Oggi abbiamo appreso che da un’operazione condotta dai Nas, in un migliaio di imprese mai sottoposte a misure restrittive in tutta Italia, emerge che il Covid 19 circola abbondantemente in questi luoghi. Frequentati ogni giorno da milioni di persone. In poche parole, si è scoperta l’acqua calda”.
 
Cursano conclude: “È ora di abbandonare la politica delle chiusure. E concentrarsi sui controlli che vanno estesi e rafforzati a tutte le attività. Perché se si rispettano i protocolli tutti possono lavorare in sicurezza. È inaccettabile che dinanzi alla circolazione del virus si utilizzino le nostre attività come capro espiatorio. Per dire che si sta facendo tutto il possibile. Mentre non è affatto così”.
 
Molte anche le associazioni di categoria che sono insorte dopo il decreto del 26 aprile. Infatti, per la ristorazione è prevista l’attività solo all’aperto.
 
fipe


Potrebbero interessarti anche