Intervista al Dottor Dino Di Marino, direttore Generale di Italgrob

dino di martino Italgrob
ITALGROB, la Federazione Italiana dei Distributori Horeca, è l’unica associazione nazionale di riferimento per il settore della distribuzione nel canale Horeca. E comprende tutto il circuito dei consumi “fuori casa”. È membro di Confindustria dal 2014, identificata come imprenditoria dei servizi e distribuzione del Food&Beverage. Ed è riconosciuta a livello internazionale quale membro dell’associazione europea CEGROBB. Nata nel 1992 per volontà dei consorzi dei grossisti distributori bevande italiani, persegue l’obiettivo di rappresentare la categoria e le sue istanze sia verso le istituzioni che verso altri membri della filiera produttiva, contribuendo anche alla crescita, alla formazione e allo sviluppo del settore. Abbiamo intervistato il Direttore Generale Di Marino.
 
Direttore Dott. Di Marino, ci può delineare la panoramica sul mondo della distribuzione food&beverage?
D: Nel 2019, il Centro Studi Italgrob su dati Trade Lab ha analizzato il comparto dei consumi food & beverage fuori casa, valutandolo in 85,3 miliardi di euro. Nel 2020 si è verificata, purtroppo, una consistente riduzione economica del comparto, che ha raggiunto il valore di 53,65 miliardi di euro (-37%), registrando una contrazione di circa 31,6 miliardi di euro di incassi. Il crollo dei consumi a valle ha avuto inevitabili ripercussioni sulla filiera Ho.Re.Ca, anche se questo aspetto non è stato compreso a pieno dalle Istituzioni. Nel 2020 il valore degli acquisti di food & beverage è stato di 16,964 miliardi di euro rispetto ai 26,100 miliardi di euro del 2019.
 
Qual è lo stato delle aziende di distribuzione e qual è l’appello che Italgrob lancia riguardo alla situazione?
D: Le aziende di distribuzione sono state totalmente dimenticate in quest’ultimo anno, nonostante i numerosi appelli fatti e la posizione di centralità fondamentale per la filiera Ho.re.ca. Formalmente non vi è mai stato obbli- go di chiusura per le nostre attività, ma nella pratica il destino è stato identico ai punti vendita della ristorazione e dei locali di intrattenimento e accoglienza. Nel primo trimestre 2021 il fatturato perso oscilla tra un -60 e un -70% rispetto al 1° trimestre 2019: è evidente che dopo le perdite del 2020 i primi mesi del 2021 danno una spallata definitiva al comparto, sia ai pubblici esercizi che ai distributori. Le proiezioni del Centro Studi Italgrob stimano a rischio default uno su cinque dei circa 350 mila pubblici esercizi, quasi sempre aziende a carattere familiare, sotto patrimonializzate, con un improbabile accesso al credito bancario. Il monte crediti in capo ai distributori è di 4 miliardi e nel 2020 è stato gestito il flusso di cassa corrente senza riuscire a smobilizzare l’arretrato dovuto al primo lockdown e circa 2 miliardi saranno inesigibili. Ogni blocco a valle della filiera ha conseguenze devastanti per tutti gli attori che ne fanno parte.
 
Quali sono gli scenari post pandemia e quindi le prospettive di riapertura riguardo il mondo del food&beverage?
D: Dopo un anno di chiusure in casa, di privazioni, di paura, i consumatori hanno voglia di tornare nei ristoranti e nei bar. La scorsa estate è stato un esempio lampante che ha permesso, in poche settimane, di segnare una forte ripresa dei consumi appena è stato possibile. Purtroppo il secondo lockdown di questo autunno ha frenato questa ripartenza ma vogliamo esser e positivi e sperare fortemente che il settore dell’Horeca uscirà ancora più forte da questa situazione di emergenza. Queste previsioni sono state illustrate anche durante la X Edizione dell’international Horeca meeting che si è appena conclusa. Importanti studi di TradeLab e Formind, presentati durante i vari talk organizzati in modalità full digital, hanno sottolineato questo aspetto. La ripartenza dell’Horeca è fondamentale. Per le nostre aziende di distribuzione, per i punti vendita e per gli aspetti sociali che l’horeca stessa genera.
 
In che modo Italgrob si è attivata per tutelare e dare voce al settore?
D: È stato un anno molto difficile per tutti. La Federazione Italgrob ha portato avanti un costante dialogo con le istituzioni al fine di far comprendere ai nostri governanti la necessità del riconoscimento delle aziende di distribuzione horeca, totalmente dimenticate dai decreti ristori a causa del mancato inserimento dei nostri codici Ateco. Fin dai primi mesi della pandemia, abbiamo infatti lottato per scardinare il concetto dei ristori legati solo ai codici Ateco: la nostra categoria è stata continuamente esclusa dalle liste. È stato necessario far comprendere la necessità di superare alcuni criteri di ristoro e con il nuovo Decreto Sostegni questi limiti sono stati finalmente anche se solo in parte, superati. In queste ultime settimane stiamo intervenendo in sede di emendamenti per far inserire i nostri ulteriori miglioramenti al testo di conversione. In particolare: revisione del parametro pari al 30% di perdita di fatturato rispetto al 2019, revisione del parametro sul tetto di fatturato massimo dei 10 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019, istituzione di un fondo per il sostegno del comparto della distribuzione del food&beverage, inclusione della distribuzione del Food & Beverage nel fondo per il sostegno delle attività economiche particolarmente colpite dall’emergenza epidemiologica. Infine, ci siamo subito attivati, fornendo strumenti specifici per i nostri associati. Il lavoro è tanto e i nostri associati, come molte aziende, sono ormai allo stremo. Bisogna agire quanto prima, con strumenti specifici che diano respiro alla nostra economia, soprattutto nel settore dell’accoglienza e della ristorazione, che hanno pagato il prezzo più alto durante l’emergenza sanitaria.
 
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