Latte, addio ad 1 milione di pecore. Ed è subito “Pecorino day”

Negli ultimi 10 anni abbiamo detto addio ad un milione di pecore in Italia. La crisi in atto rischia di decimare irrimediabilmente gli allevamenti sopravvissuti. Come sottolinea Coldiretti, gli allevamenti svolgono un ruolo insostituibile per economia, turismo, ambiente e stabilità sociale del territorio. L’analisi è stata presentata in occasione del primo “Pecorino day”, istituito per sostenere i pastori ed il loro lavoro. La protesta dei pastori sardi ha spinto Campagna Amica ad attivare appuntamenti speciali nei mercati degli agricoltori e degli allevatori in tutta Italia. Mediante degustazioni guidate, presentazione dei prodotti salvati dall’estinzione e preparazione di ricette “in diretta” dagli agrichef si vuole sensibilizzare la gente sul tema.

“Sostenere con i propri acquisti la produzione nazionale di pecorino significa – afferma la Coldiretti – aiutare il proprio territorio e contrastare anche l’abbandono delle aree più difficili dove i pastori svolgono un ruolo insostituibile di presidio”.
Secondo una recente indagine Doxa più di un italiano su dieci (12%) inserisce il pecorino nella lista dei formaggi preferiti. È immancabile in molti primi piatti storici, dal cacio e pepe alla carbonara, dalla gricia al pesto alla genovese fino alla pasta alla pecorara. Arricchisce anche secondi piatti come frittate e polpette. Non manca neanche nei dolci come ad esempio nelle pizze salate di Pasqua, senza dimenticare l’irrinunciabile abbinamento fave e pecorino.

La pastorizia, un mestiere ricco di tradizione

“La pastorizia – continua la Coldiretti – è un mestiere ricco di tradizione molto duro che costringe ogni giorno alla sveglia alle 5 del mattino per la prima mungitura. Questa sarà poi ripetuta nel pomeriggio per ottenere da ogni pecora circa un litro di latte al giorno che viene sottopagato. Un impegno di elevato valore ambientale poiché si tratta di un’attività che è concentrata nelle zone svantaggiate e che garantisce la salvaguardia di razze in via di estinzione a vantaggio della biodiversità del territorio, dalla rustica pecora sarda alla pecora sopravissana dall’ottima lana, dalla pecora comisana con la caratteristica testa rossa a quella massese dall’insolito manto nero che rappresentano un patrimonio di biodiversità il cui futuro è minacciato da un concreto rischio di estinzione. Un patrimonio che gli agricoltori di Campagna Amica sono impegnati a difendere con “I sigilli”, prodotti e animali della biodiversità agricola italiana che nel corso dei decenni sono stati strappati all’estinzione o indissolubilmente legati a territori specifici”.
 
Fonte: Coldiretti


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