Salvatore Calabrese da record: il suo cocktail vale 6.400 euro

Salvatore Calabrese aka “The Maestro” è il barman italiano più famoso al mondo. Partito da Maiori nella Costiera Amalfitana (SA) – dove ha iniziato a lavorare a soli 11 anni presso il prestigioso Hotel Reggina e dove ha imparato, quella che secondo lui è la prima regola fondamentale di ogni bartender, l’ospitalità – oggi è proprietario del famoso Salvatore’s, situato all’interno dell’esclusivo Playboy Club.

 
Salvatore Calabrese
 

Inventore della “Liquid History”, cioè l’arte di preparare un cocktail utilizzando prodotti d’epoca, è considerato una vera e propria rockstar della mitxologia. E The Maestro ha servito anche le rockstar più famose come Mick Jagger, Ron Wood e Steve Wonder. Il bartender italiano ha organizzato anche un party in onore della Regina Elisabetta e il suo Salvatore’s Legacy è entrato nel Guinness World record come cocktail più costoso al mondo.

 

 

Si tratta di un mix di distillati che in totale raggiungono ben 630 anni di storia. Infatti, la cantina di The Maestro contiene una collezione pregiatissima di liquori antichi, tra cui un cognac Hine del 1914 che comprò ad un’asta e che viene venduto a 25 sterline al bicchiere (circa 30 euro).
Ma se state pensando che un bicchiere di cognac Hine sia uno sfizio che non tutti possono permettersi, il Salvatore’s Legacy lo supera: vale ben 5.500 sterline, cioè circa 6.400 euro.
 

 

Di recente, Salvatore Calabrese è stato raccontato da un altro celebre bartender italiano, Bruno Vanzan, in una nota trasmissione radiofonica. Oltre a spiegare le novità del momento e i drink con la grappa, Vanzan non ha potuto non citare The Maestro e spiegare dunque anche il Salvatore’s Legacy a un ampio pubblico, così come la notizia del 2018 riguardo al record vinto.

The Maestro Calabrese e Bruno Vanzan sono due delle eccellenze che Ristorazione Italiana nel suo speciale issue in inglese, Italian Style, ha più volte raccontato e a cui ha dedicato importanti articoli con l’obiettivo di supportare e sostenere il made in Italy all’estero. Ancora una volta, Ristorazione Italiana si conferma anticipatore e ottimo strumento di condivisione.


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